Presentazione ProgrammaGiovedì 22 Ottobre inizia la 54ma Stagione del Circolo della Musica di Imola con un concerto dell’Orchestra Barocca di Venezia con Giuliano Carmignola violino solista e direttore; il concerto avrà luogo come di consueto alle ore 21 al Teatro dell’Osservanza in via Venturini, 18. Questo concerto, che fa parte del ciclo dedicato alle orchestre barocche, viene realizzato in collaborazione con la Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola che contribuisce anche alla realizzazione dell’intera stagione. La Penguin Guide così recensisce due CD di questa Orchestra guidata dall’abituale direttore Andrea Marcon con Giuliano Carmignola come solista: “Lo stile dei Musici che utilizzavano la strumentazione moderna è stato recentemente superato da nuovi complessi italiani per archi, che hanno scelto di suonare su strumenti del periodo barocco, ma non in una maniera esile e senza colore bensì con un suono pieno e una timbrica scintillante pur mantenendo una piena trasparenza nella linea melodica. L’eccellente Orchestra Barocca di Venezia diretta da Andrea Marcon mostra questo nuovo approccio stilistico in due nuove e estremamente piacevoli incisioni degli ultimi Concerti per violino di Vivaldi. L’esecuzione unisce leggerezza ed espressiva bellezza nella linea melodica, presentata con finezza lirica e un’ampia dinamica. I movimenti lenti sono di squisita fattura, sicchè il continuo, nel quale viene usato spesso il liuto o la thorba, emerge seducente. Giuliano Carmignola è un solista dalla tecnica superba, con una grande immaginazione interpretativa; la registrazione è di prima classe”. L’anno scorso il concerto inagurale della stagione del Circolo della Musica era stato tenuto da un complesso svizzero, l’Ensemble 415 diretto da Chiara Banchini, con un programma che era un omaggio ad Arcangelo Corelli, nato a Fusignano nel 1653 e morto a Roma nel 1713. Nella concezione di Corelli il Concerto Grosso era essenzialmente una Sonata in cui la sostanza musicale era divisa in ugual misura tra due gruppi di strumentisti, quello minore denominato il Concertino e quello maggiore denominato il Ripieno. Il concerto di quest’anno vuole essere invece un omaggio ad Antonio Vivaldi, nato a Venezia nel 1678 e morto sempre a Venezia nel 1741. Vivaldi è in sostanza un contemporaneo di Bach e di Handel, nati ambedue nel 1685 e morto il primo nel 1750 e il secondo nel 1759, e di Rameau, nato nel 1683 e morto nel 1764. Vivaldi è oggi ricordato soprattutto per la sua musica strumentale ed in particolare per i concerti, affascinanti per la freschezza delle loro melodie, la vivacità ritmica, l’abile trattamento del colore solista ed orchestrale e la limpidezza formale. Vivaldi ebbe una importanza decisiva nel creare il concerto solistico, per il ruolo preponderante affidato ad uno o più solisti e per le caratteristiche tipiche strettamente connesse col descrittivismo strumentale e la vocalità virtuosistica vigenti nell’opera seria. La sua architettura era articolata nettamente nei tre movimenti allegro-lento-allegro. Nei tempi veloci è evidente l’impiego del formulario che illustrava le metafore e le similitudini delle arie nell’opera seria; parimenti, nei movimenti lenti centrali è evidente l’influsso della vocalità operistica che, d’altra parte, ricorre in una sorte di trasposizione strumentale anche nei movimenti veloci. Da questo punto di vista si può affermare che i concerti di Vivaldi costituiscono una sorte di teatro immaginario. Vivaldi ha saputo ricavare da un ristretto numero di archi una quantità di risultati sorprendenti, senza strafare nel virtuosismo e nell’ornamentazione, ma valorizzando appieno le doti fisiologiche del violino e degli altri archi, sapientemente illuminata da una chiarezza armonica e da una limpidezza tonale che non ha eguali nel suo tempo. Una delle caratteristiche distintive di Vivaldi, oltre alla vivacità di un impulso ritmico sconosciuto alla produzione anteriore, sta proprio nella utilizzazione di un linguaggio sonoro che utilizza le allora moderne funzioni tonali (la tonica, la dominante e la sottodominante) come formidabili punti di appoggio per l’affermazione di una idea tematica, di un motto stringato ma denso di significato, che può trovare solo in esse la propria legittimazione e lo spessore musicale per sostenere un intero movimento. Ritmo e melodia si sostengono e si valorizzano reciprocamente soprattutto nei movimenti veloci, ma riescono a germinare, in certi movimenti lenti, brevissime ed efficacissime idee tematiche che vanno a formare un substrato la cui consistenza è decisiva nella caratterizzazione nell’idea melodica sviluppata da uno o più dei solisti. Il programma di sala comprende nella prima parte di Vivaldi i Concerti RV 114, RV 156, RV 127, RV 146 e di Tartini il Concerto D 96; nella seconda parte sempre di Vivaldi i Concerti per violino RV 190, RV 278, RV 331.
Bibliografia D. J. Grout: Storia della Musica in Occidente. Feltrinelle Ed,.2002, Milano. C. Casini: Storia della Musica. Bompiani Ed., 2006, Milano. F. Sabbadini: Il Concerto. Mursia Ed., 1997, Milano.
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