Presentazione Programma
Il programma di sala è interamente dedicato a musiche dei più celebri compositori cecoslovacchi: Dvorak, Janacek, Smetana. Curiosamente viene eseguito per ultimo il Quartetto No.1 di Smetana, che è il compositore più anziano dei tre, anche se tale Quartetto è di poco precedente al primo brano in programma, che è il Quartetto No.5 in mi bemolle maggiore composto da Dvorak nel 1878-79. I ritmi di danze nazionali caratterizzano diverse parti di questo Quartetto: la Polka nelle transizioni del primo movimento e la Furiant (che è una veloce danza boema con ritmi marcati ma frequentemente variati) nelle sezioni animate dell’Andante con moto. Il secondo movimento viene esplicitamente intitolato Dumka (Elegia), che è un tipo di ballata del folclore slavo e di origine forse ucraina, in cui si alternano a tempi elegiaci tempi veloci; la Dumka è diventata sinonimo dello stile palesamente nazionalistico della musica da camera di Dvorak a partire dagli anni settanta. Dvorak introduce anche un’aria pastorale, particolarmente nel primo movimento, che utilizza però per riaffermare le sue credenziali slave. Forse l’aspetto più distintivo di questo Quartetto è il modo con cui vengono spesso tra loro collegati la melodia e la struttura del brano, come vien messo bene in evidenza nel suo magico inizio e nel movimento lento.
La prima parte del programma prosegue con il Quartetto No.1, ispirato alla “Sonata a Kreutzer di Tolstoj”, composto da Leos Janacek in una sola settimana nel 1923. Janacek è un esponente di un nazionalismo musicale più intimo e reso essenziale rispetto a quello che animava i suoi due predecessori, Dvorak e Smetana. Come Bartok e Kodaly in Ungheria, Janacek forgiò il suo stile ispirandosi alle caratteristiche del materiale popolare locale (principalmente moravo), e dimostrò di possedere una naturale tendenza ad inventare melodie che ricalcavano fedelmente l’autentico stile popolare. Il suo primo Quartetto fu associato ad una delle figure femminili create da Leo Tolstay. Egli scrisse a Kamila Stosslova, una donna di trentotto anni più giovane alla quale Janacek si era legato quando aveva già superato i sessanta anni: Io avevo in mente la povera donna descritta da russo Tolstoy nella “Sonata a Kreutzer”, torturata, picchiata, dilaniata a morte”. In questo Quartetto egli vuole difendere cioè la causa di una persona umiliata, torturata che è diventata progressivamente totalmente dipendente. Nell’Adagio iniziale, il motivo principale “Con moto” assume un ruolo fondamentale e vuole rappresentare uno stato d’animo di profonda pena e nello stesso tempo presentare una donna piena di umana verità, di coscienza tormentata e profondamente disperata. L’oppressiva atmosfera di quest’opera, la sua ribollente agitazione e i suoi penetranti accenti drammatici sono evidenti fin dall’inizio. Una musica che è nello stesso tempo semplice e straordinariamente nuova, che contravviene a tutte le precedenti percezioni della forma e della struttura musicale, viene da Janacek evidenziata con motivi brevi, nervosi, tremolanti su una base di ritmi complessi, di una dinamica esplosiva e di netti contrasti che creano una estrema tensione. Nello stesso tempo questo dramma intimo dell’anima ha una tendenza al capriccioso, quasi a forma di danza, ed ha anche un tocco di irreale e di grottesco. La caratteristica distintiva è data tuttavia da una progressiva ma altamente sofisticata espressività che prorompe in uno shock emotivo, unito ad ansietà e speranza, che raggiunge una evocativa chiarezza espressa quasi in forma teatrale. Pur rapsodico nella forma, questo Quartetto riesce a dare l’impressione di una grande coerenza poiché quasi tutti i temi derivano dalla danza iniziale ed anche per la presenza di un tema ricorrente.
Nella seconda parte del concerto viene presentato il Quartetto No.1 in mi minore composto nel 1876 da B. Smetana. Il suo Primo Quartetto d'archi, intitolato Dalla mia vita, é un lavoro in quattro movimenti di forma classica, con un programma sia nazionalistico sia biografico. Smetana ne fornì diverse versioni; in una lettera a Srb-Debrnov scrisse:
“Il primo movimento ritrae le mie giovanili tendenze verso l'arte, l'atmosfera romantica, il mio inesprimibile desiderio di qualcosa che non sapevo né esprimere né definire, e anche una sorta di presentimento della mia futura sfortuna I...1 La lunga nota insistente nel Finale deve la sua origine a questo. E il fatale risuonare nelle mie orecchie dei suoni acuti che, nel 1874, annunciarono 1'inizio della mia sordità. Il secondo movimento, una sorta di polka, mi porta alla mente i giorni felici della mia giovinezza quando componevo melodie di danza ed ero conosciuto dappertutto come un appassionato ballerino. Il terzo movimento [...] mi ricorda la felicità del mio primo amore, la ragazza che più tardi divenne la mia fedele compagna. Ilquarto movimento descrive la scoperta che avrei potuto trattare in musica gli elementi nazionali, e la mia gioia nel seguire questa strada fino a quando essa venne arrestata dall'insorgere della mia sordità, lo sguardo verso il triste futuro, il debole raggio della speranza di una guarigione; ma ricordando tutte le promesse delta mia carriera giovanile, un senso di penoso rimpianto.”
Anche se l'opera é chiaramente programmatica - grazie al suo titolo, alla inconfondibile e penetrante rappresentazione dell'insorgere della sordità nella coda dell'ultimo movimento, e allo sguardo retrospettivo che esso provoca nel successivo richiamo di frammenti del primo movimento - i particolari del programma rimasero privati.
|