La Cinquantatreesima Stagione

La cinquantatreesima Stagione del Circolo della Musica di Imola sarà inaugurata da un’orchestra da camera barocca: lunedì 20 ottobre 2008 ascolteremo l’Ensemble 415 diretto dalla violinista Chiara Banchini. È questo uno dei primi (fu fondato a Ginevra nel 1981) e più celebri complessi che si dedicano alla musica barocca utilizzando gli strumenti coevi e facendo un uso limitato del vibrato; faceva parte della sua prima formazione anche Fabio Biondi. Il nome di questo complesso deriva dalla frequenza del diapason (415 Hz) associata al “la” in epoca barocca. L’Ensemble 415 si caratterizza per un suono molto bello, fine, sensibile, al quale la Banchini associa una cura particolare per fare emergere in filigrana le linee della frase musicale senza trascurare, quando richiesto, il pieno orchestrale. Il piacere di ascoltare – dopo quelle degli anni scorsi – un’altra celebre orchestra barocca, la possibilità di confrontare modi diversi di affrontare questo genere di musica utilizzando strumenti e tecniche dell’epoca rendono il concerto un’occasione di straordinario coinvolgimento. Questo concerto è realizzato in collaborazione con Mercatone Uno SpA, che si unisce a noi per realizzare negli anni una rassegna delle più importanti orchestre barocche.

Un altro concerto di grande interesse dedicato alla musica barocca è quello del Florilegium Ensemble, formazione inglese che ascolteremo lunedì 17 novembre 2008. La formazione con la quale questo complesso si presenta a Imola è costituita da flauto, violino, violoncello e clavicembalo; verranno eseguite musiche di Telemann, Haendel, Vivaldi, Rameau, Purcell, Corelli. Anche questo è un complesso che utilizza gli strumenti e le tecniche proprie dell’epoca barocca. Un perfetto equilibrio tra gli strumenti dovuto all’eccezionale sensibilità degli interpreti, un modo affabile, immediato di esporre la frase musicale e il culto della raffinatezza caratterizzano il Florilegium Ensemble. Sarà interessante confrontarli con gli altri analoghi complessi che abbiamo ascoltato: il Sonnerie diretto da Monica Huggett e il Baroque Ensemble. Questo concerto è realizzato in collaborazione con Coop Adriatica.

Tre concerti sono quest’anno dedicati ai pianisti. Lunedì 22 dicembre 2008 ascolteremo per la seconda volta il celebre pianista ungherese Andras Schiff, uno dei maggiori interpreti del nostro tempo, in un programma di grande impegno sia sul piano tecnico sia su quello dell’interpretazione: le ultime tre Sonate di Beethoven. Andras Schiff, che eseguirà a Imola lo stesso programma previsto poche sere prima nella Stagione dei Berliner Philarmoniker, sta attualmente incidendo tutte le Sonate di Beethoven: la sua interpretazione è seguita con grande interesse dalla critica ed è considerata tra le migliori di tutti i tempi. Una tecnica di esecuzione perfetta, una straordinaria capacità di comunicazione, una grande differenziazione nella dinamica e nel timbro, una puntuale attenzione ai dettagli, una profonda percezione stilistica del brano rendono indimenticabile ogni sua esecuzione. Questo concerto è realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che sostiene anche l’intera Stagione del Circolo della Musica.

Lunedì 10 novembre ascolteremo il pianista inglese Paul Lewis, un affermato rappresentante della generazione di mezzo; la rassegna dedicata a questi interpreti (abbiamo già applaudito i russi Arcadi Volodos, Nikolaj Luganskij e Boris Berezowski, l’inglese Stephen Hough, il norvegese Leif Ove Andsnes e il polacco Piotr Anderszewski) si arricchisce quindi di un nuovo nome. Anche Lewis è impegnato nella realizzazione con grande successo dell’intero ciclo delle Sonate di Beethoven e ci sarebbe piaciuto un confronto diretto con Andras Schiff. Il suo programma per l’attuale tournée comprende invece brani di Mozart, Ligeti e Schubert. La tecnica straordinaria di questo pianista gli permette di concentrare la sua attenzione sull’immaginazione e sull’aspetto poetico del testo musicale; memorabile è la sua grande chiarezza unita a una straordinaria capacità di cantare la melodia. Ogni sua interpretazione è un atto esplicito di amore e di devozione per la musica, che egli illumina di una bellezza essenzialmente lirica e profondamente umana. Lewis ha partecipato questa estate al Festival Pianistico di La Roque D’Anthéron. Questo concerto è stato realizzato in collaborazione con la Banca Popolare dell’Emilia-Romagna.

Un giovane che ha sorpreso la critica per la sua straordinaria maturità è il pianista russo Yevgeny Sudbin che ascolteremo lunedì 1 dicembre; il suo primo CD dedicato alle Sonate di Scarlatti ha suscitato grande entusiasmo per l’interpretazione scintillante, la superlativa vitalità, la sensibilità sopraffina, che rendono ogni pagina musicale un’avventura ardente e piena di vita. Un critico ha affermato che bisogna ritornare a Horowitz per potere ascoltare le Sonate di Scarlatti interpretate con un simile grado di libertà. Sudbin ha partecipato l’anno scorso al Festival Pianistico di La Roque D’Anthéron; la sua incisione del Concerto n. 1 di Ciaikovskij è stata considerata da Gramophone una delle tre migliori dell’anno 2007. Questo concerto è realizzato con la collaborazione di RAF Meccanica srl.

La violinista olandese Janine Jansen, che ascolteremo lunedì 23 febbraio accompagnata al pianoforte da Itamar Golan, appartiene al ristretto gruppo delle violiniste della nuova generazione che si sono recentemente affermate sul piano internazionale; alcune di tali artiste sono già apparse nelle ultime Stagioni del Circolo della Musica: Hillary Han, Midori, Isabelle Faust. La Jansen possiede una forte personalità, la purezza del suono le consente un controllo perfetto della dinamica e la realizzazione di mezzi toni di grande raffinatezza; una tensione essenziale e una spinta fortemente emozionale rendono le sue esecuzioni profondamente coinvolgenti. La Jansen ha partecipato questa estate al Festival di Salisburgo. Questo concerto è realizzato in collaborazione con la Banca Popolare di Ravenna.

Il violoncellista norvegese Truls Mørk, che ascolteremo lunedì 2 febbraio accompagnato al pianoforte da Håvard Gimse, è uno dei maggiori violoncellisti della generazione di mezzo, alla quale appartengono due altri violoncellisti che abbiamo ascoltato a Imola: l’inglese Steven Isserlis e l’olandese Pieter Wispelwey. Un suono magicamente rifinito, un fraseggio straordinariamente flessibile, un virtuosismo naturale, un abbandono al fluire della melodia sono gli elementi caratteristici delle sue interpretazioni. Questo concerto è realizzato col contributo della Conf-Cooperative.

Abbiamo ascoltato dieci anni or sono il Quartetto Takács quando ancora era costituito esclusivamente da quattro artisti ungheresi; attualmente sono subentrati due inglesi come primo violino e come viola, per cui sarà interessante poterli ascoltare nuovamente, per cercare di capire come sono cambiate le loro interpretazioni essendo il mondo ungherese così profondamente diverso da quello inglese. Recentemente il gruppo ha anche cambiato la casa discografica, passando dalla Decca alla Hyperion. Una grande flessibilità nel fraseggio, un’attenzione costante alla tessitura più intima del brano, la totale unanimità dei quattro strumentisti, una straordinaria purezza di suono sono gli elementi caratteristici delle loro interpretazioni. Questo concerto fa parte della rassegna dedicata ai più grandi Quartetti del nostro tempo.

Abbiamo già avuto occasione di ascoltare due splendide esecuzioni del bellissimo Quintetto per clarinetto e archi di Brahms: venti anni or sono col celebre clarinettista inglese Gervaise De Peyer e il Quartetto Gabrieli, quattro anni fa con la straordinaria Sabine Meyer e il Wiener Streichsextett. Quest’anno, lunedì 16 febbraio, ascolteremo lo stesso Quintetto di Brahms, assieme a quello di Mozart, interpretato da un altro celebre clarinettista inglese, Antony Pay, e da un affermato quartetto svizzero, il Quartetto Sine Nomine. Una eccezionale immaginazione ritmica, una splendida articolazione nei passaggi rapidi, una totale pienezza di suono nei movimenti lenti contraddistinguono le esecuzioni di Antony Pay. Sarà affascinante potere ascoltare queste celebri pagine in una nuova interpretazione e metterla a confronto con quelle precedenti. Il concerto è realizzato con la collaborazione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

In questi ultimi anni sono stati ospiti del Circolo della Musica di Imola alcuni tra i più celebri interpreti di Lieder della nuova generazione: i tenori Gura, Bostridge, Prégardien; i baritoni Gerhaher, Henschel, Genz, Holzmair e Görne. Quest’anno iniziamo la rassegna delle più significative cantanti della stessa generazione ospitando lunedì 24 novembre il soprano Dorothea Röschmann. Al pianoforte suonerà Graham Johnson, attualmente forse il più celebre accompagnatore di Lieder. Johnson ha inciso recentemente per la Hyperion l’integrale dei Lieder di Schubert e di Schumann e delle Melodie di Fauré utilizzando un diverso cantante per ogni CD: in uno dei CD di Schumann accompagna appunto la Röschmann. Il programma del concerto di Imola, che segue di due sere quello tenuto alla Wigmore Hall di Londra, è tipico di Johnson quando non si dedica alle integrali: una rassegna di Lieder dedicati a un preciso argomento. A Imola presenterà Lieder dedicati nella prima parte alle leggende scozzesi e nella seconda parte a fantasie zingaresche; quest’ultima comprende un bellissimo e indimenticabile Lied di Brahms. La Röschmann, che è una assidua presenza nei maggiori teatri del mondo e che ha partecipato questa estate alla Schubertiade di Schwarzenberg, ha una voce fresca, di grande fascino e naturalezza, piena di vita, capace di mantenersi finemente e distintamente articolata anche quando si dispiega a pieno volume. Questa serata è realizzata col contributo della Lega Coop.

Al fine di consentire un ascolto sempre più consapevole delle musiche in programma e una migliore comprensione delle caratteristiche distintive degli artisti in calendario sono previste diverse iniziative complementari: conversazioni e messaggi e-mail.

Le conversazioni si articolano quest’anno in due gruppi distinti. Nel primo sono previste conferenze (anche con esemplificazioni musicali) che illustrano nei loro diversi aspetti il linguaggio musicale. Il maestro Piero Rattalino inizierà quest’anno un ciclo pluriennale di conferenze dedicate alla forma-sonata e alla sua evoluzione storica: la prima, mercoledì 10 dicembre, riguarda la forma-sonata da Clementi a Mozart; la seconda, lunedì 12 gennaio, la forma-sonata in Beethoven. Lunedì 19 gennaio il prof. Gianni Neri illustrerà con molteplici esempi musicali, che in parte egli eseguirà direttamente al pianoforte, il significato della tonalità in musica. Il secondo gruppo di incontri, che intende cogliere le connessioni tra la musica e la cultura in senso più generale, comprende due conversazioni: una del prof. Quirino Principe (lunedì 2 marzo 2009) sulle donne-angeli dell’ultimo Schumann, e una del prof. Paolo Fenoglio (lunedì 16 marzo 2009) sul sodalizio e la rottura tra Wagner e Nietzsche.

Si continuerà nel frattempo a inviare messaggi e-mail ai soci con diversi obiettivi: presentare le musiche eseguite in ogni concerto, indicare di esse le più celebri incisioni suddivise in base anche all’evoluzione storica dell’interpretazione, fornire i commenti dei critici sulle incisioni di ogni singolo artista e anche quelle relative alle incisioni fatte successivamente dagli artisti ascoltati a Imola, per seguire in tal modo lo sviluppo della loro carriera. Queste informazioni saranno disponibili anche sul sito web del Circolo della Musica. Sono previste inoltre durante l’anno diverse conferenze in ciascuna delle quali l’autore di un libro di musica sarà invitato a presentare la sua opera.

A conclusione di questa presentazione, in cui sono state illustrate le principali caratteristiche degli interpreti attraverso le parole usate da celebri critici a commento di CD da loro recentemente pubblicati, desideriamo ringraziare gli Enti e le Ditte che hanno contribuito alla realizzazione di singoli concerti e che abbiamo precedentemente elencato. Desideriamo anche esprimere un particolare ringraziamento a quanti contribuiscono all’intera attività del Circolo della Musica: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola che segue e sostiene la nostra attività fin dal suo nascere, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola che garantisce alla nostra associazione un contributo determinante, la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Bologna che hanno inserito la nostra associazione tra i loro impegni prioritari. È per noi motivo di grande soddisfazione poter garantire, anche grazie a questi contributi, un livello artistico molto elevato alla nostra Stagione di concerti, che assume così uno straordinario rilievo culturale - in ambito non soltanto italiano - per la varietà e il valore delle iniziative presentate. Nello stesso tempo questi contributi ci consentono di stabilire quote sociali relativamente basse rispetto alla qualità artistica offerta (in particolare, la quota sociale straordinariamente ridotta per i giovani vuole essere un incentivo alla loro presenza). Ovviamente, sono essenziali anche il sostegno dei nostri soci e il loro fattivo contributo; questo sostegno è stato una caratteristica distintiva del Circolo della Musica fin dai suoi primi anni e ci auguriamo che esso consenta di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone interessate all’ascolto della Grande Musica.

 

Imola, settembre 2008