Biografie
Dorothea Röschmann, nata a Flensburg in Germania, debuttò con grande successo al Festival di Salisburgo nel 1995 nella parte di Susanna con Harnoncourt e da allora è tornata ripetutamente al festival per interpretare i ruoli della contessa Almaviva, di Ilia, Servilia, Nannetta, Pamina e Vitellia con direttori del calibro di Abbado, Harding, Mackerras e Dohnányi.
Al Metropolitan ha cantato le parti di Susanna, Pamina e Ilia con Levine; al Covent Garden ha interpretato Pamina e Fiordiligi con Colin Davis e la contessa Almaviva con Pappano. Alla Staatsoper di Vienna è apparsa nel ruolo di Susanna con Ozawa. Con la Staatsoper bavarese a Monaco ha cantato le parti di Zerlina, Susanna, Ännchen, Drusilla, Almirena, Marzelline, Anne Trulove e Rodelinda. È anche molto legata alla Deutsche Staatsoper di Berlino con la quale ha interpretato i ruoli di Ännchen con Mehta, Nannetta con Abbado, Pamina, Fiordiligi, Susanna, Zerlina, Micäela e Donna Elvira con Barenboim, Elmira nel ‘Croesus’ di Kaiser e il ruolo del titolo nella ‘Griselda’ di Scarlatti, entrambi con Jacobs. Si è anche esibita a La Monnaie a Bruxelles come Norina e alla Bastille di Parigi come Pamina.
I suoi concerti più recenti l’hanno vista con l’orchestra Royal Concertgebouw, la Filarmonica di Vienna, la Radio bavarese e il Concentus Musicus con Harnoncourt; l’Accademia nazionale di Santa Cecilia con Sawallisch; la Sinfonica di Londra con Pappano; la Filarmonica di Berlino con Rattle, Haitink, Harnoncourt e Barenboim; l’Orchestra sinfonica di Chicago, ancora con Barenboim; la Filarmonica di Monaco con Levine e l’Orchestra di Cleveland con Welser-Möst.
Si è esibita in recitals ad Anversa, Lisbona, Madrid, Colonia, Bruxelles, New York, Londra, Vienna, al Concertgebouw di Amsterdam e ai festival di Edimburgo, Monaco e Schwarzenberg.
Fra le sue incisioni ricordiamo la contessa di Almaviva con Harnoncourt; Pamina e Nannetta con Abbado; la pucciniana suor Angelica con Pappano; il Requiem di Brahms con Rattle (vincitore di un Grammy e di un premio Gramophone); la Sinfonia n. 4 di Mahler con Harding; le ‘Nove arie tedesche’ di Händel con l’Accademia della musica antica di Berlino; il Messiah con McCreesh; lo ‘Stabat Mater’ di Pergolesi con David Daniels e Fabio Biondi, e un disco delle canzoni di Schumann con Ian Bostridge e Graham Johnson.
Graham Johnson è considerato uno dei principali accompagnatori vocali del mondo. Nato in Rodesia, nel 1967 si trasferì a Londra per studiare. Dopo il corso alla Royal Academy of Music, fra i suoi maestri ci furono Gerald Moore e Geoffrey Parsons. Nel 1972 fu il pianista ufficiale nelle prime masterclass di Peter Pears al Maltings, il che lo mise in contatto con Benjamin Britten: un legame che rafforzò la sua decisione di fare l’accompagnatore.
Nel 1976 fondò il Songmakers’ Almanac per esplorare aree trascurate della musica vocale con accompagnamento. I cantanti fondatori furono Dame Felicity Lott, Ann Murray, Anthony Rolfe Johnson e Richard Jackson, artisti coi quali Graham Johnson ha stabilito lunghe e fruttuose collaborazioni sia in concerto che nelle sale di incisione. Nel corso degli anni sono stati presentati circa 250 programmi dei Songmakers. Graham Johnson ha accompagnato cantanti illustri quali Thomas Allen, Victoria de los Angeles, Elly Ameling, Arleen Auger, Ian Bostridge, Brigitte Fassbaender, Matthias Goerne, Thomas Hampson, Simon Keenlyside, Philip Langridge, Serge Leiferkus, Angelika Kirchschlager, Edith Mathis, Lucia Popp, Christoph Prégardien, Dame Margaret Price, Thomas Quastoff, Dorothea Röschmann, Kate Royal, Peter Schreier, Dame Elisabeth Schwarzkopf e Sarah Walker.
Il suo rapporto con la Wigmore Hall è speciale. Ha ideato e accompagnato concerti nella serie di riapertura della Hall nel 1992 e nelle celebrazioni del centenario nel 2001. È in carica come presidente di giuria per la gara di canto della Wigmore Hall fin dal suo inizio. È professore “senior” di accompagnamento alla Guildhall School of Music e dal 1985 dirige un progetto biennale per giovani Songmakers. Ha intrattenuto un rapporto lungo e fruttuoso con Ted Perry e la Hyperion Records, per i quali ha ideato e accompagnato un set completo dei Lieder di Schubert su 37 dischi, una pietra miliare nella storia della discografia. Una serie completa di Schumann è in corso di esecuzione, come pure una serie di canzoni francesi in cui le opere complete di compositori quali Chausson, Chabrier e Fauré sono già disponibili o in preparazione. Tutti questi dischi sono accompagnati da annotazioni dello stesso Graham Johnson che fissano nuovi standard per i commenti sui CD. Ha inciso anche per Sony, BMG, Harmonia Mundi, Forlane, EMI e DGG. I riconoscimenti ricevuti comprendono il premio per voce solista della Gramophone nel 1989 (con Dame Janet Baker), nel 1996 (La bella mugnaia con Ian Bostridge), nel 1997 (per l’inaugurazione della serie di Schumann con Christine Schäfer) e nel 2001 (con Magdalena Kozena). Nel 1998 Graham Johnson fu nominato strumentista dell’anno dalla Royal Philarmonic Society; nel giugno del 2000 fu eletto membro dell’accademia reale svedese di musica. È autore del Songmakers’ Almanac, Venti anni di recitals a Londra, The French Song Companion per la OUP (2000) e La musica vocale di Benjamin Britten (Guildhall 2003).
Gli sono state conferite onorificenze sia in Gran Bretagna che in Francia.
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