La Cinquantaduesima Stagione
La
cinquantaduesima Stagione del Circolo della Musica di Imola sarà
inaugurata venerdì 19 ottobre 2007 dall’Accademia
Bizantina; maestro concertatore sarà il violinista Stefano
Montanari. Questo complesso italiano, con sede a Ravenna, si
è affermato come una delle migliori orchestre barocche e sarà
quindi interessante confrontarla con altre celebri orchestre da camera
che abbiamo ascoltato negli ultimi anni. L’Accademia Bizantina unisce
a un perfetto controllo timbrico una straordinaria eleganza ritmica, attraverso
una strategia di massima differenziazione delle linee melodiche: ognuna
di esse ha il suo tempo, con un basso continuo che mantiene sempre il
giusto equilibrio tra enfasi espressiva e approccio ritmico. Ciò
si concretizza in una costante ricerca degli estremi nella dinamica, nella
trama, negli attacchi, nel suono degli archi. Il violinista Stefano Montanari
si è affermato come interprete di Vivaldi di grande valore: tecnica
superba, immaginazione virtuosa, entusiasmante scienza dell’ornamentazione.
Questo concerto fa parte di una rassegna annuale dedicata alle più
celebri orchestre barocche ed è stato realizzato grazie al contributo
della Mercatone Uno spa, che si unisce a noi
per realizzare la rassegna ai più alti livelli.
Altri due concerti, anch’essi di grande valore,
sono dedicati alla musica barocca. Lunedì 3 marzo 2008 ascolteremo
il clavicembalista francese Christophe Rousset. Un controllo
totale della tecnica, un suono robusto, un tocco squisitamente elegante
in ambedue le mani, una straordinaria chiarezza espressiva, la capacità
di realizzare un profondo contrasto tra lo stile teneramente legato dei
movimenti lenti e le note aguzze dei movimenti veloci: ecco gli elementi
distintivi di questo interprete, che rendono ogni sua apparizione un avvenimento
di straordinario interesse e partecipazione emotiva. Rousset è
uno tra i più grandi interpreti al clavicembalo del nostro tempo
e poterlo ascoltare rappresenta un affascinante privilegio. Confrontarlo
con gli altri grandi interpreti che abbiamo ascoltato a Imola (l’americano
Kirkpatrick, il tedesco Karl Ritcher, l’olandese Leonhardt, l’inglese
Pinnock), ciascuno espressione di una cultura diversa, sarà uno
stimolante avvenimento culturale.
A conclusione di questa Stagione concertistica lunedì
28 aprile 2008 ascolteremo La Petite Bande diretta da
Sigiswald Kuijken interpretare quattro Cantate di Bach
del periodo liturgico successivo alla Pasqua (solisti Siri Thornhill,
Petra Noskaiová, Christoph Genz,
Jan van der Crabben). Kuijken, da due anni impegnato
a pubblicare le Cantate di Bach in una cospicua serie di CD, ognuno inciso
dopo un ciclo preparatorio di concerti, occupa un posto d’onore
nella discografia bachiana, con una riuscita incontestabile che deriva
dall’approccio radicale ma fertile in termini di fraseggio, di espressività,
di spiritualità, di intimità unita a una grandezza unica:
Kuijken rappresenta l’interprete che più di ogni altro ha
riaffermato la scelta di un coro formato soltanto da quattro solisti,
raggiungendo risultati espressivi di grande intimità, chiarezza
e nitidezza. Questo concerto costituisce per noi anche l’occasione
per un confronto tra due approcci molto diversi alla musica sacra di Bach,
quello di Kuijken, appunto, e quello di Rilling che abbiamo ascoltato
negli scorsi anni con l’Internationale Bach-Akademie Stuttgart.
Come di consueto almeno due concerti della Stagione sono
dedicati ai pianisti. Lunedì 21 Aprile 2008 ascolteremo il brasiliano
Nelson Freire, fino a qualche anno fa noto soprattutto
per le incisioni di musiche per due pianoforti con l’argentina Marta
Argerich, oggi considerato uno dei più significativi solisti del
nostro tempo. Le sue recenti incisioni di Brahms, Schumann e Beethoven
hanno ricevuto grande risalto dalla critica internazionale per la capacità
di unire immediatezza e approfondimento, potenza e lirismo, virtuosismo
incandescente che non trascura alcun dettaglio, in un costante alternarsi
di esuberanza e introspezione che mantiene sempre un’immagine musicale
perfettamente definita. Un altro grande interprete, da aggiungere alla
ormai ricca serie di celebri pianisti ascoltati al Circolo della Musica
di Imola. Il programma comprende una Sonata di Schumann e musiche di Debussy
e Chopin. Questo concerto è stato realizzato in collaborazione
con la Banca Popolare di Ravenna.
Ogni anno presentiamo anche un interprete della generazione
di mezzo che si è affermato sulla scena internazionale: lunedì
17 dicembre 2007 ascolteremo Boris Berezovsky, un pianista
russo che si aggiunge ai già ascoltati Arcadi Volodos e Nikolaj
Luganskij, all’inglese Stephen Hough, al norvegese Leif Ove Andsnes, al
polacco Piotr Anderszewski, al finlandese Olli Mustonen. Berezovsky è
un pianista formidabile, dal tocco brillante, capace di bilanciare prodigi
di scintillante virtuosismo con una infallibile integrità musicale.
Dotato di un forte senso dell’architettura musicale e di una sensibilità
non comune, viene considerato uno dei più interessanti pianisti
del nostro tempo. La forte identità russa di questo pianista è
sottolineata anche dal programma, che comprende i celebri Quadri di una
Esposizione di Mussorgskij e alcuni brani brevi di Medtner. Questo concerto
è stato realizzato con il contributo della LegaCoop
Imola.
Ambedue questi artisti hanno partecipato nell’estate 2007 al Festival
pianistico La Roque d’Anthéron, assieme ad altri interpreti che
abbiamo già ascoltato a Imola.
Diversi giovani solisti si sono affermati ultimamente
sul piano internazionale. Tra questi avremo il piacere di ascoltare la
violinista tedesca Isabelle Faust e il violoncellista
tedesco Daniel Müller Schott.
Isabelle Faust, che ha vinto il premio Paganini di Genova nel 1993, suonerà
a Imola lunedì 26 novembre 2007 assieme al pianista Alexander
Melnikov che abitualmente l’accompagna; si è segnalata
tra i più dotati violinisti della nuova generazione, sia dal punto
di vista tecnico che interpretativo, ed è capace di esprimere una
felice mescolanza di poesia e di perspicacia stilistica, e di scandagliare
tanto le profondità dell’abbandono lirico quanto il furore demoniaco.
Attraverso una lettura febbrile e fervida della pagina musicale, la Faust
sa trovare il tono giusto per una perfetta coerenza fra timbro, vibrato
e dinamica; le molteplici sonorità che sa estrarre dal suo magnifico
Stradivario sono tutte piene di grande autenticità. Questo concerto
è stato realizzato in collaborazione con RAF Meccanica
srl.
Daniel Müller Schott, che ascolteremo martedì
5 febbraio 2008 accompagnato dal pianista Robert Kulek,
è un violoncellista della nuova generazione, tecnicamente molto
brillante, con un suono intenso, penetrante ed espressivo. L’elegante
virtuosismo consente a Müller Schott di seguire la linea melodica
unendo ardore e finezza. Questo concerto è stato realizzato col
contributo della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna.
La musica da camera è presente in questa Stagione
col Quartetto Juilliard e il Trio Guarneri di Praga.
Lunedì 28 gennaio 2008 ascolteremo per la terza volta il Quartetto
Juilliard, che ha festeggiato l’anno scorso i suoi sessant’anni
di vita. Indimenticabile per la perfezione stilistica e lo straordinario
coinvolgimento emotivo fu nel 1995 la loro interpretazione dei tre Quartetti
op. 59 di Beethoven. Nei due precedenti concerti a Imola era presente
ancora il primo violino della formazione originaria, Robert Mann. Nel
1997 Mann fu sostituito da Joel Smirnoff, che precedentemente era il secondo
violino, ruolo che fu assunto da Ronald Copes. Forse perchè i cambiamenti
sono avvenuti con estrema lentezza, lo stile di questo Quartetto è
rimasto nel tempo sostanzialmente invariato, contraddistinto da una raffinata
capacità di mettere in perfetta evidenza la struttura della pagina
musicale. Le quattro incisioni di tutti i Quartetti di Beethoven rappresentano
un archetipo dello stile beethoveniano; le tre leggendarie incisioni dei
sei Quartetti di Bartok costituiscono una tappa fondamentale nella piena
comprensione della complessità ritmica di questi capolavori del
XX secolo, resa con straordinaria sicurezza e naturalezza. Attualmente
il gruppo è impegnato a incidere i Quartetti di Shostakovic, uno
dei quali (il tredicesimo) sarà eseguito a Imola, in un programma
che comprende anche l’op.76/6 di Haydn e l’op. 59/1 di Beethoven.
Questo concerto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione
Cassa di Risparmio di Imola, che sostiene anche l’intera
Stagione del Circolo della Musica.
Il Trio Guarneri di Praga, che ha assunto il nome del
costruttore degli strumenti ad arco da loro utilizzati e che suonerà
a Imola lunedì 18 febbraio 2008, è un modello di coesione
e di equilibrio: il colore, il timbro di ciascuno strumento sembrano fondersi
così perfettamente con gli altri due che questo Trio viene unanimemente
considerato il più degno erede del Trio Beaux Arts nella sua epoca
migliore. Il temperamento apollineo dei tre musicisti cechi non impedisce
loro di cedere a tutte le sollecitazioni d’ordine fantastico o drammatico
che la pagina musicale richiede. Questo concerto è stato realizzato
col contributo della ConfCooperative - Circondario di Imola.
Abbiamo in questi anni ascoltato e applaudito i più celebri interpreti
di Lieder della nuova generazione: i tenori Gura, Bostridge, Prégardien;
i baritoni Gerhaher, Henschel, Genz, Holzmair. A tale rassegna di grande
interesse e valore culturale si aggiunge quest’anno forse il più
famoso tra questi interpreti, il baritono Matthias Goerne,
che ascolteremo lunedì 21 gennaio 2008 accompagnato dal pianista
Alexander Schmalcz, che ha già suonato a Imola
assieme al baritono Stephen Genz. Artista di straordinario magnetismo
sia dal vivo che nei dischi, Goerne possiede una voce straordinariamente
bella, dal timbro nello stesso tempo scuro e vellutato, con una prodigiosa
varietà espressiva che gli permette di raggiungere in un istante
il “fortissimo” pur mantenendo invariata la purezza del timbro;
le sue incisioni col pianista Alfred Brendel hanno ottenuto recensioni
entusiaste. É significativo che il Festival di Salisburgo abbia
affidato a Goerne una delle cinque serate di Lieder (Liederabende) dell’estate
2007 e che anche il Festival di Schwarzenberg dedicato al Lied abbia previsto
in agosto un concerto di Goerne. In programma a Imola il celebre ciclo
di Schubert “Die Schöne Müllerin” (“La Bella
Mugnaia”), che abbiamo già ascoltato interpretato da un tenore,
Christophe Prégardien.
Questo concerto, realizzato in collaborazione con la Fondazione
del Monte di Bologna e Ravenna, sarà introdotto mercoledì
5 dicembre 2007 da Giuseppina La Face Bianconi, docente
di Storia della Musica all’Università di Bologna, che illustrerà
il ciclo della “Bella Mugnaia” con audizioni musicali.
Al genere musicale del Lied sarà dedicata anche la conferenza di
Quirino Principe, che lunedì 25 febbraio 2008
ci guiderà in un affascinante viaggio illustrando in che modo diversi
musicisti, da Beethoven e Schubert fino a Wolf e Ciaikovskij, abbiano
messo in musica i medesimi testi di Goethe. In sostanza, l’evoluzione
del linguaggio musicale nel corso dell’Ottocento sarà illustrata
attraverso il Lied.
Altre conferenze saranno tenute da Paolo Fenoglio e Piero Rattalino.
Paolo Fenoglio (lunedì 10 marzo 2008) ci parlerà
della netta contrapposizione, quale si manifesta oggi soltanto tra i tifosi
delle squadre sportive, tra i seguaci di Brahms e quelli di Wagner nella
seconda metà dell’Ottocento a Vienna; sarà una preziosa
occasione per meglio comprendere le differenze tra questi due compositori
e l’influenza che essi hanno avuto nell’evoluzione successiva
del linguaggio musicale.
Allo stesso periodo farà riferimento Piero Rattalino,
che illustrerà il difficile e complesso rapporto tra Listz e Wagner,
rispettivamente suocero e genero, anche sul piano strettamente musicale.
La conferenza-concerto di Rattalino (lunedì 19 novembre 2007) si
avvarrà, come di consueto, della collaborazione della pianista
Ilia Kim.
A conclusione di questa presentazione, nella quale abbiamo illustrato
le caratteristiche dei vari interpreti attraverso le parole usate da celebri
critici a commento di CD recentemente pubblicati, desideriamo innanzitutto
ringraziare gli Enti e le Ditte che hanno contribuito alla realizzazione
dei singoli concerti e che abbiamo precedentemente indicato. Desideriamo
inoltre esprimere il nostro particolare ringraziamento a quanti contribuiscono
all’intera attività del Circolo: la Fondazione
Cassa di Risparmio di Imola che garantisce alla nostra associazione
un determinante contributo, l’Assessorato alla Cultura
della Città di Imola che segue e sostiene la nostra
attività fin dal suo nascere, la Regione Emilia-Romagna
e la Provincia di Bologna che hanno inserito
la nostra associazione tra gli impegni prioritari. È per noi motivo
di grande soddisfazione poter garantire, anche grazie a questi contributi,
un livello artistico molto elevato alla Stagione di concerti imolese,
che assume in tal modo uno straordinario rilievo culturale in ambito non
soltanto cittadino, sia per la varietà e il valore delle proposte
presenti in ogni singola Stagione, sia per le rassegne che si sviluppano
negli anni. Gli stessi contributi ci consentono di stabilire quote sociali
relativamente basse rispetto alla qualità artistica dell’offerta
(si noti che anche quest’anno, come già nella passata Stagione,
la quota sociale per gli adulti non solo non cresce ma, al contrario,
subisce una riduzione). Ovviamente restano essenziali il sostegno e il
fattivo contributo dei soci: questa è stata una caratteristica
distintiva del nostro Circolo fin dai suoi primi anni e ci auguriamo che
essa consenta di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone interessate
all’ascolto della Grande Musica.
Imola, settembre 2007
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