Programma

I Dioscuri

Il 14 settembre 1860 Liszt vergava a Weimar il suo testamento, e in esso diceva: “C'è nell'arte contemporanea un nome già glorioso e che lo sarà sempre di più - Richard Wagner. Il suo genio è stato per me una fiaccola; io l'ho seguita - e la mia amicizia per Wagner ha mantenuto tutto il carattere d'una nobile passione. In un certo momento (una dozzina d'anni or sono) ho sognato per Weimar un nuovo periodo paragonabile a quello di Carlo Augusto e di cui Wagner e io saremmo stati i corifei, come in passato Goethe e Schiller. La meschinità, per non dire la villania di certe circostanze locali, ogni sorta di gelosia e di inettitudine, di qui come fuori di qui, hanno impedito la realizzazione di questo sogno”.
Questo il sogno, questa la realtà. Ma sogno e realtà sono secondari rispetto ad altre vicende. Tra Liszt e Wagner non ci fu soltanto un rapporto di amicizia, o meglio, l'amicizia e l'ammirazione che legarono Liszt a Wagner fino alla fine della vita e che legarono Wagner a Liszt negli anni che precedettero il rapporto fra Wagner e il re Luigi II di Baviera, e che poi si affievolirono, significarono anche una stretta comunanza di interessi artistici in un momento cruciale della storia della musica e uno scambio, una sinergia di forze creative.
La conversazione analizza le varie, e a volte burrascose fasi di questo rapporto, e il programma musicale illustra alcuni momenti tra i più importanti dell'arte e dell'uno e dell'altro dei Dioscuri.

Piero Rattalino

 

F. LISZT
(1811-1886)


Sonata in si minore

R. WAGNER
(1813-1883)


Saluto ai cigni neri

Romanza senza parole


F. LISZT - R. WAGNER



Liszt (al piano) e Wagner a Bayreuth - ca. 1875

Morte di Isotta (da “Tristano e Isotta”)

Preludio e Marcia nuziale (da “Lohengrin”)