La Cinquantunesima Stagione
La Cinquantunesima stagione del Circolo della Musica di Imola sarà inaugurata venerdì 20 ottobre 2006 dalla celebre violinista russa Victoria Mullova, uno dei maggiori solisti del nostro tempo, accompagnata al pianoforte da Katia Labèque, che abbiamo più volte applaudito a Imola in duo con la sorella Marielle. Capace di un bellissimo cantabile straordinariamente espressivo che unisce purezza cristallina, obiettività e calore, la Mullova è interprete di eccezionale spontaneità ed esaltante perfezione formale. Poterla di nuovo ascoltare a Imola e applaudire la magnificenza del suo lirismo sarà un’esperienza di straordinario e profondo coinvolgimento emotivo. Il programma di sala, lo stesso presentato alla Wigmore Hall di Londra, unisce a musiche moderne di Stravinskij e Maric brani classici di Schubert e Ravel. Questo concerto è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che sostiene anche l’intera Stagione del Circolo della Musica.
I maggiori pianisti rumeni si perfezionavano tradizionalmente in Francia: Dinu Lipatti studiò con Cortot a Parigi, e così pure Clara Haskil. Dopo la seconda guerra mondiale, entrata la Romania nell’orbita sovietica, i pianisti rumeni più dotati vennero mandati al Conservatorio di Mosca. Radu Lupu, che ascolteremo di nuovo lunedì 27 novembre, fu uno di questi: egli studiò a Mosca col celebre Neuhaus e vinse nel 1966 il Concorso Van Cliburn, nel 1967 l’Enesco e nel 1969 il Leeds. Ora risiede a Londra, è considerato uno dei grandi artisti del nostro tempo e si è affermato soprattutto come interprete dei classici austro-tedeschi. Dotato di una trascendentale lucentezza tecnica, egli è un artista profondamente riflessivo ed è capace di una grande comprensione della pagina musicale che avvicina con aristocratica distinzione e raffinato fraseggio.Ascoltandolo si rimane stupiti per il modo con cui anche i più reconditi aspetti della partitura vengono espressi con sicura lucidità e disarmante semplicità. È un vero peccato che il più riflessivo dei pianisti viventi abbia deciso dal 1993 di non incidere più alcun disco, anche per una specie di ritrosia personale nei confronti delle sue interpretazioni. Il programma di sala comprende, assieme ai prediletti Beethoven, Schubert e Brahms, anche alcuni brani di Debussy. Abbiamo ascoltato in questi ultimi anni molti pianisti della generazione di mezzo che si sono affermati come interpreti di grande valore: il russo Arcadi Volodos, il norvegese Leif Ove Andsnes, il polacco Piotr Anderszewski, il russo Nikolaj Luganski; a questa rassegna si aggiunge quest’anno il pianista inglese Stephen Hough, che si è perfezionato alla Juilliard School di New York. Egli suonerà a Imola lunedì 19 marzo. La sua incisione di tutti i concerti di Rachmaninov ha ottenuto il premio Gramophone per il 2005 perché in ciascuno di essi l’artista riesce a competere con le più celebri versioni registrate singolarmente dai più grandi pianisti, per la magnificenza del suono, per l’attenzione al dettaglio che non preclude mai la spontaneità ed è accompagnata da una simpatia e un’immaginazione fuori dall’ordinario. La rivista “Diapason” considera la sua incisione di tutti i concerti per pianoforte di Camille Saint-Saëns la più perfetta dopo quella storica di J.-M. Darré. Le sue interpretazioni sono elettrizzanti, la sua precisione e lo slancio ritmico sono oltre l’immaginabile; nello stesso tempo egli è capace di accarezzare l’orecchio con un lirismo struggente. Dotato di un pianismo scintillante, il suo approccio chiarisce sia la trama sia la struttura della pagina musicale e crea gradualmente il clima evitando qualsiasi ampollosità o ostinata eccentricità. Un programma di sala estremamente vario e interessante, che comprende tra gli altri Beethoven, Chopin e Liszt, ci consentirà di apprezzare le caratteristiche del suo pianismo. Il giovane pianista finlandese Antti Siirala
(è nato nel 1979) ha vinto molti concorsi, tra i quali il “Beethoven”
di Vienna, il Concorso di Londra e il prestigioso Concorso internazionale
di Leeds nel 2003.Apprezzato non soltanto dalle giurie dei concorsi ma
anche dai critici per le sue prime incisioni discografiche, Siirala è
capace di sostenere movimenti dalle strutture ampie, è dotato di
una raffinata musicalità, ha una notevole sensibilità a
ogni singola sfumatura. Lo ascolteremo a Imola lunedì 8 gennaio
interpretare musiche di Beethoven, Chopin e Szimanowsky. Prosegue la rassegna dei maggiori quartetti per archi
del nostro tempo. Quest’anno ascolteremo il Quartetto Ysaye,
fondato nel 1984 da quattro studenti del Conservatorio di Parigi. Un tocco
leggero, un fraseggio lirico, un’esposizione ammirevole anche dei più
piccoli dettagli, una predilezione per il colore pastello piuttosto che
per le pennellate decise, un’intensa atmosfera intima, un suono piacevolmente
dolce, un’aristocratica eleganza, una sonorità dell’insieme impeccabile
sono elementi distintivi delle loro interpretazioni.Questo concerto è
stato realizzato col contributo della Banca Popolare dell’Emilia-
Romagna. Il programma di sala (lunedì 29 gennaio) comprende
uno degli ultimi Quartetti di Beethoven, l’ultimo Quartetto di Bela Bartok
e il Quartetto di Ravel, che l’Ysaye ha recentemente inciso con notevole
successo di critica. L’appuntamento annuale col Lied, che si propone contemporaneamente
di esplorare, nel tempo, l’intera letteratura liederistica e di presentare
i più apprezzati cantanti della generazione di mezzo che si stanno
affermando per unanime consenso della critica, vede quest’anno il tenore
Werner Gura, accompagnato al pianoforte da Christoph
Berner, interpretare lunedì 26 febbraio musiche di Brahms,
Clara Schumann e Schubert; egli deve essere pertanto direttamente confrontato
con gli altri due tenori che abbiamo ascoltato in questi ultimi anni:
Ian Bodstridge e Christoph Prégardien. Dotato di una tra le voci
più belle che si possano oggi ascoltare e con una grande varietà
di colori, Gura possiede una tecnica non Avviando questa nuova Stagione, che segue i festeggiamenti per il 50° anniversario del Circolo della Musica, desideriamo ringraziare gli Enti e le Ditte che hanno contribuito alla realizzazione di singoli concerti. Desideriamo inoltre esprimere il nostro particolare ringraziamento a quanti contribuiscono all’intera attività del Circolo: la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola che garantisce alla nostra associazione un determinante contributo; l’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola che segue e sostiene la nostra attività fin dal suo nascere; la Regione Emilia-Romagna; la Provincia di Bologna. È per noi motivo di grande soddisfazione poter garantire, grazie a questi contributi, un livello artistico molto elevato alla Stagione di concerti, che assume così un notevole rilievo culturale non soltanto italiano. Ovviamente è anche essenziale il sostegno dei nostri soci e il loro fattivo contributo; questo sostegno è stato una caratteristica distintiva del Circolo della Musica fin dai suoi primi anni e ci auguriamo che esso consenta di coinvolgere un numero sempre maggiore di persone interessate all’ascolto della musica classica. Imola, settembre 2006 |