Commenti della Stampa
Katia and Viktoria Mullova
Longstanding friends, Katia Labèque and the violinist Viktoria
Mullova, have been performing in duo recitals. Their first tour took place
in February (Italy) then March (Germany and Portugal) 2002, and the City
of London festival which was an outstanding success and was recorded and
broadcast 2 days later on BBC Radio 3. The concerts received much critical
acclaim and a selection of press reviews can be found below. (www.katialabeque.com)
for more press articles).
Recents performances included recital at Carnegie Hall-New York, Athens,
Lucerne and the Schubert Festival in Schwartzenberg, and they will tour
in March 2006 in Italy.
Press
The highlight of the evening was the Ravel Sonata. This
was an unusually exciting performance. Ms. Mullova breathed her peace,
that serenity, sculpting Ravel´s phrases. Ms. Labeque was lovely,
alert, and crystalline on the piano. (Incidentally, her mother studied
with Marguerite Long, the original Ravel pianist, you might say - other
than Ravel.) The second movement - Blues: Moderato - was a hoot. The timing
of both musicians was fantastic.
. And the last movement, a perpetual-motion wonder, whirled vigorously
and dazzlingly. Note, too, that this was an eclectic and appetizing program
- program selection plays its part in musical intelligence.
The New York Sun
La bellezza, la grazia, la leggerezza, e l’eleganza. Insieme sullo stesso
palcoscenico. E la musica: classica, seria, colta, ma questa volta bella,
bellissima, anche da vedere....Labèque e Mullova sono l’esempio
più sfolgorante della rivoluzione in atto nella nuova generazione
di solisti classici.
La Repubblica
“Mullova e Labèque, splendide stelle, agitate dai fuochi d’artificio
del jazz”
La Nazione
Viktoria ha un’idea della musica che è fuoco sotto la cenere, Katia
ce I’ha invece vulcanica, l’idea, per scelta deliberata. Si trovano: bravissime.
Bravissime e quasi metafisiche: Stravinskij non è né un
modernista parigino, né uno pseudo Pergolesi; Schubert non è
viennese, non è del tutto romantico, non è classico. Stravinskij
è fuori del tempo, “bellezza” allo stato puro.......Schubert è
un canto puro.
La Mullova distilla splendori e nitori: suona il violino con impeccabile
inesorabilità. La Labèque è anima e corpo.”
Il Resto del Carlino
“Katia al pianoforte, Viktoria al violino - inizia lo spettacolo nello
spettacolo; in questo modo vedi da vicino e puoi quasi toccare con mano
la grinta nervosa, il magnetismo, l’affiatamento superiore di due artiste
cosi diverse e cosi simili.”
Torino sette
Brave, belle, ingegnose nel conciliare arte e legge di mercato, carisma
e mass media. Due musiciste così non potevano che incontrarsi.”
Il Giornale
bellezza o charme di entrambe, dalla fama di artiste anticonformiste e
dai prestigio esecutivo indiscutibile.”
La Repubblica
“Viktoria Mullova. Donna dai mille sospiri e artista dai mille tesori.
La violinista è stata tirata nell’avventura del duo con pianoforte
da Katia Labèque, una che illumina con gli occhi chiari la vena
anarchica e padrona del sole delle sue radici ispano-franco-italiche....Indiscutibile
la musicalità della Labèque che piazzando glissanti e sincopi
o pizzicati anche dove non sono previsti sta nel suo. Sconvolgente lo
Schubert, poco divulgato, della Fantasia in do maggiore. Uno Schubert
estremo, frenetico e farneticante che si stenta a riconoscere. Un uomo
che muore (è il 1828) e scrive tutto quello che ancora ci sta.
La partitura, paragonabile per modernità agli ultimi quartetti
di Beethoven, trova nelle due tutto il dolore e il delirio del mondo.
Nella rapinosità del dettato viene isolata persino la citazione
delle variazioni della K.331 di Mozart. Incisiva come una lama la Sonata
in sol maggiore di Ravel. Dove persino blues, impennate e abbandoni diventano
matematica pura.”
Il Giornale
“DUE DONNE VINCENTI Viktoria più Katia, quanto basta per fare l’en
plein. Mi riferisco al duo Mullova-Labèque, protagoniste di un
acclamato, affollato recital. Ma poi cosa avranno mai in comune una violinista
russa e una pianista francese? Direi innanzitutto l’idenrikit musicale
vincente. Il successo inteso quale generatore di ulteriore successo...
Il bell’aspetto. Il temperamento (focoso). La sicurezza di sé.
Quanto all’immagine percepita al primo ascolto, era quella di un duplice
ritratto d’autore.
Corriere Della Sera
“Ma l’esibizione strepitosa dell’atra sera a S.Cecilia è merito
anche del talento della provocatoria Katia Labèque, pianista famosa
soprattutto in Duo con la sorella Marielle. Una fuoriclasse del pianoforte,
talento precoce e una passione robusta per il jazz che l’ha portata a
esplorare i più diversi linguaggi musicali, che condivide con la
Mullova il gusto della sperimentazione.
Secolo d’Italia
Recital programme:
1. Suite Italienne (1932) - Igor Stravinsky (collab.
Dushkin 1934)
2. Falling to the Sky (2001) - Dave Maric
interval
3. Fantasy in C op.159 (1827) - Franz Schubert
4. Sonata (1923-7) - Maurice Ravel
Falling to the Sky – Dave Maric
For violin and piano.
Commissioned in 2001 by Viktoria Mullova and Katia Labèque.
1. Static
2. Endless
3. Hyper
The three movements of Falling to the Sky are stylistically
almost completely unrelated, ranging from the stark and forlorn expressivity
of Static, to the naïve and sentimental minimalism, quasi baroque
polyphony and folk music of Endless, and then finally to the intense dance
rhythms and polyrhythms of Hyper.
If there is any goal to this piece, it is to simply avoid as much as possible
the established ´sound´ of a typical classical work for violin
and piano (without resorting to any avant garde techniques), but to still
use a very typical three movement structure through which extreme contrasts
of style and simplicity attempt to generate a wide range of emotional
expression.
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