La Cinquantesima Stagione
È con una certa emozione unita quasi a incredulità
che vi presentiamo la cinquantesima Stagione del Circolo della Musica
di Imola. Si affollano infatti nella nostra mente tanti ricordi, le molteplici
difficoltà che è stato necessario superare, gli straordinari
incontri con artisti di grande valore, il calore del pubblico che ci ha
sostenuto in tutti questi anni. Anche quest’anno la Stagione che vi presentiamo
soddisfa quei criteri che da tempo uniformano la nostra attività:
• presentare interpreti sui quali la critica internazionale esprima unanimemente
giudizi molto positivi e in alcuni casi di grande entusiasmo, come abbiamo
cercato di dimostrare nei messaggi inviati per e-mail ai soci. I giudizi
che di seguito riportiamo per ogni singolo interprete non sono frasi d’occasione,
ma quelli tratti dalle recensioni di critici qualificati;
• scegliere programmi che valorizzino ciascun interprete e nello stesso
tempo consentano di ascoltare nel tempo l’intera produzione della musica
da camera dei compositori più celebri, eseguita al più alto
livello possibile compatibilmente con le nostre disponibilità economiche.
Abbiamo voluto che questa Stagione fosse inaugurata (giovedì
20 ottobre) dall’interprete che più volte abbiamo ascoltato a Imola
fin da quando, giovanissimo, ha iniziato la sua brillante carriera di
solista: il violinista Uto Ughi, che sarà accompagnato
dal pianista Alessandro Specchi. La ricchezza e la pienezza
del suo suono, la calda e appassionata presentazione della linea melodica,
la tecnica immacolata hanno reso Uto Ughi una figura particolarmente cara
al pubblico imolese. Questo concerto inaugurale è stato realizzato,
come è ormai consuetudine da diversi anni, con il contributo del
Mercatone Uno S.p.A.
La Stagione verrà conclusa venerdì 7 aprile con un avvenimento
eccezionale sia per la qualità degli interpreti sia per la straordinaria
bellezza delle musiche: la Messa in si minore di J.S. Bach eseguita dallo
Stuttgart Bach Collegium e dallo Stuttgart Gächinger
Kantorei diretti da Helmuth Rilling, uno dei
più illustri interpreti della musica religiosa del Settecento e
dell’Ottocento. È una pagina di straordinaria bellezza che non
è mai stata eseguita a Imola e siamo felici che il maestro Rilling
abbia accettato l’invito a coronare la nostra cinquantesima Stagione con
questo straordinario capolavoro che egli ha già inciso ben tre
volte. Una totale immersione nel mondo bachiano che non ha rivali, la
capacità di cogliere l’essenza architettonica di quest’opera vista
nel suo insieme e nello stesso tempo l’abilità nel mettere a fuoco
ogni singolo particolare, l’energia ritmica impressa alla pagina musicale
con suprema e spontanea precisione, rendono Rilling uno dei maggiori interpreti
della musica sacra di J. S. Bach. Questo concerto, che è stato
necessario trasferire nella Chiesa di S. Domenico per motivi di spazio,
inizierà alle ore 20,30.
Un altro interprete che è stato più volte presente nelle
nostre Stagioni è il violinista Vladimir Spivakov;
lo ascolteremo lunedì 7 novembre, nella duplice veste di solista
e di direttore de
I Virtuosi di Mosca, interpretare il celebre Concerto
per due violini di J. S. Bach assieme ad Alexey Lundin. Un’esecuzione
di grande perfezione stilistica, una straordinaria abilità nel
rendere ogni nota espressiva, la capacità di produrre una sonorità
piena senza mostrare alcuno sforzo, rendono affascinanti le interpretazioni
di Spivakov. Questo concerto è stato realizzato in collaborazione
con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola,
impegnata anche a sostenere l’intera Stagione del Circolo.
Un altro avvenimento eccezionale sarà quello dedicato alla musica
sacra composta da Haendel durante il suo soggiorno a Roma: avremo infatti
la possibilità di ascoltare mercoledì 30 novembre, ancora
nella Chiesa di S. Domenico, il “Salve Regina” e altre celebri pagine,
eseguite da una delle più grandi interpreti di queste musiche,
il soprano inglese Emma Kirkby, accompagnata da un celebre
gruppo anch’esso inglese, il London Baroque. La Kirkby
ha inciso oltre cento dischi eseguendo con grande successo musiche dal
Medioevo fino a Mozart: una voce fulgida, una straordinaria agilità
tecnica unita ad una grande intelligenza interpretativa, un suono nello
stesso tempo squisito e delicato, una straordinaria raffinatezza per ogni
singolo dettaglio, hanno reso ogni sua interpretazione un avvenimento
musicale.
Uno dei più celebri interpreti della musica barocca, un innovatore
anche da un punto di vista dell’interpretazione e della tecnica esecutiva,
è il clavicembalista e direttore d’orchestra olandese Gustav
Leonhardt. Lo ascolteremo in celebri sue interpretazioni delle
musiche del Sei e del Settecento lunedì 5 dicembre. Leonhardt non
assale la pagina musicale, ma lascia che la musica si sviluppi in maniera
spontanea, quasi riflessiva, realizzando una grande chiarezza espositiva
ed un perfetto controllo ritmico, senza alcun abbandono al virtuosismo.
Ascolteremo lunedì 23 gennaio un pianista di grande prestigio,
Grigory Sokolov, l’ultimo dei titani prodotti dalla scuola
russa. Un grande coinvolgimento emotivo, un senso nello stesso tempo grandioso
ed elegiaco della pagina musicale, una dinamica eccezionale dell’intensità
sonora, rendono Sokolov uno dei più formidabili, caratteristici,
seri e significativi interpreti del nostro tempo.
In questi ultimi tempi una pianista canadese si è affermata come
la più raffinata interprete di J. S. Bach del nostro tempo, Angela
Hewitt, considerata unanimemente la degna erede sia di Rosalyn
Tureck sia di Glenn Gould. La ascolteremo lunedì 12 dicembre interpretare
una celebre pagina di J.S. Bach, il primo libro del “Clavicembalo ben
temperato”. Nelle sue interpretazioni la libertà nell’articolazione,
nel fraseggio, nella dinamica e nel tempo è guidata da un profondo
senso dell’equilibrio e della responsabilità. Un tocco sorprendentemente
limpido e deciso, volto a esaltare le possibilità espressive del
pianoforte, una suprema padronanza della tastiera, uno staccato elegante,
una sottile capacità di colorare la frase musicale dando a ogni
singola voce una sua caratteristica distintiva, hanno reso celebri le
sue interpretazioni.
Come di consueto anche quest’anno potremo ascoltare (lunedì 6 febbraio
2006) un primo premio, la giapponese Ayako Uehara, la
prima donna e la prima giapponese vincitrice del celebre Premio Ciaikovskij,
che ha laureato alcuni dei più prestigiosi pianisti del nostro
tempo. Pur essendo giovanissima (è nata nel 1980), ha già
raggiunto una grande maturità espressiva che ha messo in evidenza
nel suo primo CD dedicato a Ciaikovskij, cantando magicamente la melodia
e riuscendo a dare un nuovo significato a termini tradizionali quali il
legato e il cantabile. Questo concerto è stato realizzato col contributo
della R.A.F. Meccanica.
E’ di nuovo presente nella nostra Stagione uno dei celebri quartetti céchi,
il Quartetto Prazak che ascolteremo venerdì 17
marzo. Il programma proposto è di grande interesse: inizia con
Mozart per poi proseguire con due compositori slavi, Smetana e Dvorak,
dei quali il gruppo è considerato interprete di valore eccezionale.
Elementi caratteristici dell’interpretazione del Prazak sono la straordinaria
dinamica, la grande potenza, la espressiva luminosità, il perfetto
sincronismo, la eccezionale naturalezza, la non comune densità
sonora, la purezza dell’intonazione, un fervore irresistibile unito a
una metrica di grande stabilità. Sarà estremamente interessante
cogliere non soltanto queste loro caratteristiche distintive, ma anche
la loro specificità slava, che li rende espressione di una realtà
così diversa anche se ancorata al mondo mitteleuropeo. Questo concerto
è stato realizzato col contributo della Banca Popolare
dell’Emilia-Romagna.
Come di consueto in questi ultimi anni è presente
nella nostra Stagione un concerto dedicato al Lied col duplice scopo di
presentare alcuni dei più affermati interpreti della generazione
di mezzo e di esplorare l’intera letteratura liederistica. Quest’anno
ascolteremo (martedì 28 marzo) il baritono Christian Gerhaher,
accompagnato al pianoforte da Gerold Huber, interpretare
Lieder di Schubert e Mahler. La voce di Gerhaher ha una dinamica perfetta,
è eloquente senza abbandonarsi ad alcun effetto, e rimane perfettamente
espressiva anche nei momenti più intimi e delicati. Poiché
alcuni Lieder del programma di Gerhaher utilizzano testi poetici di Ruckert,
abbiamo chiesto anche quest’anno al prof. Alberto Destro
di partecipare alla nostra stagione per illustrare (lunedì 13 marzo)
la figura di questo poeta. Queste conferenze del prof. Destro sono di
grande interesse, come hanno sottolineato tutti gli interpreti di Lieder
che abbiamo ascoltato ad Imola, e caratterizzano il nostro modo di affrontare
la musica, dando un particolare rilievo all’aspetto culturale.
Il prof. Paolo Fenoglio proseguirà giovedì
9 marzo il suo cammino volto ad illustrare l’intera storia della musica
mettendone in evidenza le connessioni con la più generale evoluzione
delle altre arti e della filosofia. Il suo è un contributo di straordinario
interesse perché consente di cogliere in ogni periodo storico gli
aspetti comuni a tutte le forme artistiche, e nello stesso tempo quelli
distintivi della musica. Quest’anno egli parlerà di Debussy e Ravel
in una conversazione dal titolo: “Il simbolismo impressionista di Debussy,
ultimo orizzonte conciliato della coscienza, e la falsa parentela con
l’esotismo neoclassico di Ravel”. Questa particolare competenza del prof.
Fenoglio nel cogliere gli aspetti unificanti delle varie arti è
stata particolarmente apprezzata dagli allievi delle scuole secondarie
di Imola in un ciclo di conversazioni organizzate l’anno scorso con il
contributo dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Imola.
L’esperienza sarà ripetuta anche quest’anno al fine di inserire
la musica nel percorso culturale specifico di ogni tipo di scuola. I soci
interessati a queste conversazioni possono chiederci maggiori informazioni.
Questo ciclo di conferenze per le scuole secondarie sarà realizzato
con il contributo congiunto dell’Assessorato alla Pubblica
Istruzione della Provincia di Bologna, del Comune
di Imola, degli Istituti Secondari di Imola
direttamente interessati (polo liceale, polo tecnico-industriale Alberghetti,
polo tecnico-commerciale Paolini) e della Cooperativa Ceramica
di Imola.
Il maestro Piero Rattalino, assieme alla pianista Ilia
Kim, approfondisce invece aspetti specifici del linguaggio musicale
nella sua evoluzione nel tempo; Rattalino parlerà venerdì
24 febbraio del virtuosismo pianistico, che è uno degli aspetti
che caratterizza il primo romanticismo, e illustrerà come Robert
Schumann ne sia allo stesso tempo partecipe e in qualche modo antagonista.
Le pagine musicali eseguite dalla pianista Kim consentiranno di cogliere
tale aspetto e verificare direttamente l’esistenza di questa latente contrapposizione.
Ritorna quest’anno il prof. Sigfrido Leschiutta, metrologo
di grande prestigio e di fama internazionale, con una affascinante ma
non usuale conversazione: “Gli strumenti e i luoghi della musica”. Tre
gli argomenti della conversazione: gli effetti della forma e delle dimensioni
delle sale; come le singole famiglie degli strumenti irradiano il suono
in funzione delle direzioni e della loro tessitura; alcuni effetti della
disposizione degli strumenti sul palcoscenico. Sono argomenti tecnici
che verranno però trattati in maniera perfettamente comprensibile
per tutti grazie alla straordinaria cultura ed alla profonda conoscenza
della fisica del prof. Leschiutta.
Da alcuni anni la meccanica del pianoforte a gran coda del Teatro Comunale
era diventata inadeguata per i concerti dei solisti e veniva sostituito
da uno strumento preso a nolo. Grazie ad un contributo straordinario del
Comune di Imola, contributo per il quale desideriamo esprimere tutta la
nostra gratitudine, il pianoforte del Teatro, molto apprezzato per le
sue qualità timbriche, è stato quest’anno restaurato e potrà
quindi essere di nuovo regolarmente utilizzato anche dai solisti.
Desideriamo ringraziare, oltre coloro che hanno contribuito alla realizzazione
di singoli concerti, anche gli Enti e le Ditte che sostengono l’intera
attività del Circolo della Musica: la Fondazione Cassa
di Risparmio di Imola che garantisce al Circolo un contributo
determinante; l’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola
che segue e sostiene la nostra attività fin dal suo nascere; la
Regione Emilia-Romagna, l’Assessorato alla
Cultura della Provincia di Bologna, Hera e ConAmi.
È per noi motivo di grande soddisfazione poter garantire, grazie
a questi contributi, un livello molto elevato alla Stagione di concerti,
che assume così un notevole rilievo culturale. Ovviamente è
anche essenziale il sostegno dei nostri soci e il loro fattivo contributo;
questo sostegno è stato una caratteristica distintiva del Circolo
della Musica fin dai suoi primi anni e ci auguriamo che esso consenta
di coinvolgere un numero sempre più elevato di persone interessate
all’ascolto della musica classica in esecuzioni di straordinario valore.
Non possiamo chiudere queste note introduttive alla Stagione
senza un affettuoso ricordo del prof. Leopoldo Montanari, fondatore del
Circolo della Musica di Imola, che ci ha lasciato nello scorso gennaio.
Siamo certi di interpretare il sentimento di tutti i soci dedicandogli
e intitolandogli la nostra associazione, in questa festosa ricorrenza
del cinquantesimo anniversario.
Imola, settembre 2005
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