Musiche
Lunedì 5 dicembre suonerà al Teatro dell’Osservanza
alle ore 21 per i soci del Circolo della Musica il celebre clavicembalista
e direttore d’orchestra Gustav Leonhardt, uno dei più celebri interpreti
della musica barocca ed uno dei fondatori della nuova tecnica esecutiva.
Suonerà musiche per clavicembalo di diversi autori del seicento
e del settecento appartenenti a diverse nazioni. Di Couperin e Le Roux
verranno eseguite due Suite. La Suite è una successione di danze
stilizzate o di brani in forma di danza. In genere i diversi movimenti
hanno la stessa tonalità; il presupposto formale della Suite sta
nell’alternanza tra una danza lenta, di metro binario, e una controdanza
veloce, di metro ternario. Ambedue le Suite presentate iniziano con un
Preludio, a cui segue l’Allemanda (movimento moderato in 4/4), la Corrente
(veloce in ¾); nella prima di Couperin seguono la Sarabanda (movimento
grave, in 3/2) e la Gagliarda (a carattere vivace e ritmo ternario), nella
seconda il Minuetto (anch’esso di andamento moderato e metro ternario).
Ambedue si concludono con la Ciaccona (austera danza in tempo ternario,
fondata sopra un basso ostinato). Di Pachelbel vengono invece presentate
tre Fughe. La Fuga è contraddistinta da un rigoroso monotematismo
e si articola in tre momenti principali: l’esposizione tematica nelle
quale le singole voci, normalmente tre o quattro, intervengono in successione
subentrando col tema non appena la precedente ha finito di esporlo; segue
lo svolgimento sul materiale tematico e lo stretto finale.
Il concerto inizia con un’Allemanda di Henry Du Mont, di origine belga,
che fu un importante compositore attivo a Parigi attorno alla metà
del seicento. Segue un altro francese dello stesso periodo Louis Couperin
(da non confondersi col nipote Francois), che si distinse per un fraseggio
dalla tessitura lieve, non appesantito da abbellimenti, e sperimentale
in senso armonico e formale. Egli fu uno dei più celebri compositori
di Suite, alla quale conferì una struttura trasparente e delicate
linee melodiche, con una concisione ed un brio che sono tipici del periodo
della Reggenza. Seguono due compositori tedeschi di poco posteriori (della
seconda metà del seicento), J.C. Kerll e J. Pachelbel. Di Johann
Caspar Kerll, attivo a Monaco oltre che a Vienna, viene eseguita una Toccata,
una composizione nello stile libero come il Preludio. Johann Pachelbel
di Norimberga fu uno dei più notevoli compositori d’organo tedeschi
e diede un forte impulso allo sviluppo della Fuga. Egli fu un maestro
del contrappunto e la fuga con Pachelbel non è più un episodio
ma assume una sua fisionomia autonoma. Seguono due altri compositori francesi,
G. Le Roux e J. Ph. Rameau. Il primo visse nella seconda metà del
seicento e fu fortemente influenzato dallo stile italiano. Con Jean Philippe
Rameau entriamo nel settecento, quando si assiste ad un mutamento radicale
in ogni campo dell’arte europea. In particolare i francesi coltivarono
un’arte dalle linee delicate, nette e trasparenti. Il desiderio di precisione
e di chiarezza tipico di questo periodo si riflette anche nella diffusa
pratica di corredare le composizioni di titoli o di intestazioni programmatiche;
compaiono anche molti nuovi termini espressivi, come affettuoso, con spirito,
amoroso, lamentabile e le dinamiche si fanno più sottili e particolareggiate;
si accresce l’interesse per le possibilità della tastiera. Di notevole
interesse l’Enharmonique di Rameau i cui brani di cromatismo espressivo
si alternano a passaggi diatonici. Jean Philippe Rameau, il più
importante musicista francese de 700, fu praticamente sconosciuto fino
a quarantanni e attirò su di sé l’attenzione dapprima come
teorico e solo in seguito come compositore. La sua fama crebbe rapidamente
quando nel 1731 (a quasi cinquant’anni) lo prese sotto la sua protezione
La Poupliniere, il più grande mecenate musicale di Francia. Nel
salotto di questo mecenate si riuniva un’eterogeanea compagnia di aristocratici,
letterati (Voltaire e J.J Rousseau), pittori, avventurieri (Casanova)
e soprattutto musicisti. Rameau fu organista, direttore d’orchestra e
compositore presso La Poupliniere dal 1731 al 1753. I pezzi per clavicembalo
di Rameau hanno la raffinata tessitura, la vivacità ritmica, l’eleganza
del particolare e la vena pittorica che caratterizzavano anche i lavori
di Francois Couperin; nella sua terza ed ultima raccolta di pezzi per
clavicembalo si cimentò con effetti virtuosistici che ricordano
Domenico Scarlatti. Rameau fu una delle più complesse e insieme
più feconde personalità musicali del 700, una figura rappresentativa
del barocco, paragonabile a J.S. Bach e F. Handel. Le sue qualità
sono sempre accompagnate, e a volte soppiantate, dai tipici tratti francesi
di chiarezza, grazia, equilibrio ed eleganza e dalla costante tensione
verso il pittoresco. Infine, ed ancora in modo tipicamente francese, egli
è altrettanto philosophe che compositore, altrettanto analista
che creatore; a questo proposito egli può essere paragonato al
suo contemporaneo Voltaire. Il concerto si conclude con alcune composizioni
per clavicembalo di un celebre solista francese di viola da gamba Antoine
Forqueray, celebre per le sue doti di virtuoso di questo strumento.
|