MusicheMartedì 28 marzo alle ore 21 prosegue al Teatro
dell’Osservanza di Imola la Stagione del Circolo della Musica con un concerto
del baritono Christian Gerhaher, accompagnato al pianoforte
da Gerold Huber, dedicato a celebri Lieder di Schubert
e Mahler. Le sue incisioni dei cicli liederistici di Schubert hanno fatto
conoscere al grande pubblico questo cantante di eccezionale talento. La
voce di Gerhaher ha una dinamica perfetta, è eloquente senza abbandonarsi
ad alcun effetto, e rimane perfettamente espressiva anche nei momenti
più intimi e delicati. Il concerto inizia con un gruppo di Lieder
di Schubert, ossia del compositore che può essere considerato il
fondatore di questo nuovo genere musicale. Come Brahms ebbe occasione
di dire, “il vero successore di Beethoven non è Mendelssohn …..
e neppure Schumann, ma Schubert. E’ incredibile la qualità della
musica che è contenuta nelle sue canzoni. Nessun compositore riesce
a capire come egli riesca ad utilizzare le parole così correttamente.
Con lui la perfezione è un evento così naturale per cui
niente potrebbe essere fatto diversamente.… In confronto a Schubert ogni
cosa è pasticciata.” Nel 1815 Schubert scoprì Klopstock
e cominciò a cimentarsi con le sue metriche libere componendo un
gruppo di Lieder il più famoso dei quali è l’inno Dem Unendlichen
(All’Essere Infinito), di cui esistono ben tre versioni anche se molto
simili tra loro. Scritto originariamente per un soprano dalla voce nobile
e potente, “da cantarsi lentamente e con tutto il vigore possibile”, è
caratterizzato da una semplice e libera grandiosità; il suo recitativo
è una delle più perfette pagine di pura declamazione. Quando
l’armonia si addolcisce, la mano destra suona arpeggi come un’arpa e il
basso mantiene un’andatura maestosa, mentre il canto, quasi una cantilena,
si innalza. Segue un gruppo di quattro celebri Lieder su testo di Ruckert,
composti tra il 1822 e il 1823. Col canto d’amore Sei mir gegrust (A te
il mio saluto) Schubert si trovò a dover controllare una eccessiva
esuberanza poetica e vi riuscì attenendosi dall’inizio alla fine
del Lied al più delicato pianissimo, che solo due grida di dolore
interrompono; la melodia principale di questo Lied divenne poi il tema
della Variazioni della Fantasia per violino e pianoforte op.159. Questa
è una canzone che richiede un grande interprete dalla voce nobile
e voluttuosa per poter esprimere il carattere della musica. Seguono l’intimo
e devoto Du bist die Ruh (Tu sei la pace), Dass sie hier gewesen (Ella
era là) che potremmo definire impressionistico se non fosse anche
sfumato dalla delicatezza e dalla spiritualità di una sensibilità
eccezionale, e Greisengesang (Canto del vegliardo), concepito per una
nobile voce di baritono e fondato sull’alternarsi di maggiore e minore.
Mahler compose i Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di uno in cammino)
quando aveva circa vent’anni su un testo di cui era egli stesso l’autore;
successivamente ne fece una versione per orchestra che presentò
per la prima volta a Berlino nel 1896. Essi possono essere considerati
il primo ciclo di Lieder per orchestra della storia della musica. I testi
trattano un tema tipico nella storia della canzone: le espressioni di
amore di un giovane nei primi due, e la perdita di quell’amore negli ultimi
due. Il primo Lied Wenn mein Scatz Hochzeit macht (Quando il mio amore
andrà a nozze) si presenta sin dalle prime battute con un’anomalia
ritmica. Questa tendenza al mutamento improvviso di ritmo, accentuato
fino all’estremo limite ed unita ad una ambiguità armonica, introduce
nella pratica compositiva di Mahler un principio di distruzione; infatti
il continuo mutamento di ritmo e il libero passaggio dal modo maggiore
a quello minore, hanno l’intento di rappresentare lo squilibrio interiore,
la lacerazione, e quindi una forma di distruzione. Pur tuttavia permane
in Mahler un forte attenzione alla linea melodica. I quattro Lieder si
succedono secondo criteri di contrasto nell’umore e nelle tinte, e i mutamenti
d’aria e di scena mettono in evidenza la fortissima unità presente
nel carattere del protagonista e nello sviluppo della situazione. Il celebre
secondo Lied Ging Heut’ morgen ubers Feld (Questa mattina andavo per i
prati) è interamente costruito sulla celebre melodia destinata
ad essere il tema principale del primo movimento della Prima Sinfonia.
Il tema è uno dei più plastici di Mahler, con una accentuata
nitidezza di disegno ed una esposizione affidata alla voce, che danno
al Lied una consistenza corposa. Il saluto del fringuello e della campanula,
con la domanda “Non è forse bello il mondo?” è il passo
più commovente di tutto il Lied e forse dell’intero ciclo. Il Lied
termina con una coda in cui l’atmosfera si scolora, come se una nuvola
rarefatta facesse velo al sole senza nasconderlo, ma quanto basta per
smorzare la lucentezza del paesaggio. Il terzo Lied Ich hab’ ein gluhend
Messer (Ho un coltello rovente piantato nel mio petto) si sviluppa completamente
in un clima tragico. La realtà forzatamente disperata di questo
Lied si contrappone alla letizia, forzatamente illusoria, del primo Lied.
Il Quarto Lied Die zwei blauen Augen (I due occhi azzurri del mio tesoro)
lega il tema dell’amore infelice alla sorte dell’uomo in cammino, che
incontra infine un tiglio lungo la strada dove può finalmente riposare
e dimenticare il sapore aspro della vita. |