MusicheVenerdì 17 marzo alle ore 21 prosegue al Teatro
dell’Osservanza di Imola la Stagione del Circolo della Musica con un concerto
del Quartetto Prazak. Elementi caratteristici del Quartetto cecoslovacco
Prazak sono la straordinaria dinamica, la grande potenza, l’espressiva
luminosità, il perfetto sincronismo, la eccezionale naturalezza,
la non comune densità sonora, la purezza dell’intonazione, un fervore
irresistibile unito ad una metrica di grande stabilità. Il concerto
inizia con il Quartetto No.21 in re maggiore KV 575 composto da W.A. Mozart
nel 1789. Esso è il primo dei cosiddetti tre quartetti prussiani
perché commissionati dal Re di Prussia F. Wilhelm, un violoncellista
dilettante oltre che illuminato protettore di musicisti, e sono tutti
espressione della piena maturità di Mozart. In omaggio al Re di
Prussia quasi in ogni tempo delle tre composizioni il violoncello ha una
parte predominante, mentre il secondo violino e la viola fanno da sfondo.
Il Quartetto KV 575 inizia con una melodia fraseggiata nel primo violino
per le prime otto battute, poi viene passata la sua ripetizione alla viola;
il carattere distintivo di questa opera è appunto rappresentato
dalla piena emancipazione dei singoli strumenti a ruoli melodici. Il Minuetto
e il Finale sono di grande potenza espressiva; il Finale è un Rondò
di nuovo genere in cui il tema viene arricchito ad ogni ripresa, un vero
trionfo artistico e spirituale. Segue il Quartetto No.2 in re minore composto
da Smetana nell’inverno del 1882/83, un anno prima della sua morte. Scritto
mentre Smetana era nell’ultimo stadio della sifilide, il quartetto rappresentò
per il compositore un arduo problema da affrontare e superare e l’organizzazione
del materiale fu problematica. Anche se Smetana lo definì una continuazione
del primo quartetto (Dalla mia vita) composta in uno stato di malattia
nervosa, esso è caratterizzato da violenti contrasti con grande
frantumazione dei tempi e da originali strutture formali in cui la discontinuità
è una caratteristica notevole e per questo motivo Schonberg ne
fu molto attratto. L’effetto della malattia si riflette in particolare
nel primo e nell’ultimo movimento con una continua fluttuazione del tempo,
anche se la forte sensibilità di Smetana per il tempo riesce a
rendere coerente questa estrema volatilità. Il secondo movimento,
un’indimenticabile polka, è il più immediato. Il terzo movimento,
col ritorno al rigido conflitto di idee del movimento iniziale, è
forse più problematico sia per gli esecutori sia per gli ascoltatori;
idee contrappuntistiche in conflitto tra loro anche se il materiale presenta
caratteristiche quasi vocali richiamano la passione espressiva di Janacek.
L’ultimo movimento è un Presto che si ricollega al movimento iniziale. Incisioni |