Biografia



Sigfrido Leschiutta, nato a Roma nel 1933, si è laureato in Ingegneria al Politecnico di Torino ed è libero docente in Misure Radioelettriche. Professore ordinario al Politecnico di Torino, ha insegnato, nell’ambito delle “Misure elettroniche”, in corsi riguardanti la metrologia del tempo e della frequenza e i Sistemi di navigazione e localizzazione tramite satelliti. L’attività di ricerca si è svolta prevalentemente presso l’Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris nel settore della Metrologia del Tempo, presso il Politecnico di Torino e presso il Laboratorio di Tempo e Frequenza del National Bureau of Standards, a Boulder (Stati Uniti). I suoi interessi di ricerca, oltre agli orologi, sono i sistemi di navigazione tramite satellite.A queste attività di ricerca ha abbinato un interesse per la storia della scienza e per la musica, in particolare per gli strumenti a tastiera antichi (cembalo, clavicordo, spinetta e virginale, con esclusione dell’organo e del pianoforte). Si è interessato alla storia della loro costruzione e anche alla pratica, realizzando alcuni strumenti. Questo insieme di attività si è tradotto in alcuni libri e in una bibliografia. Il testo più recente, in collaborazione con un musicologo e due insegnanti di conservatorio,
è uscito nel 2005 e considera da vicino il clavicembalo, con capitoli dedicati alla fattura, all’intonazione, alla prassi esecutiva e a quella interpretativa, comprese la prassi “ornamentativa” e le particolari notazioni usate per questo strumento, in particolare in Italia.
Sigfrido Leschiutta è membro “esperto” presso la Commissione 31 (Tempo) della Unione Astronomica Internazionale, vicepresidente della Accademia delle Scienze di Torino, membro del Comitato Internazionale Pesi e misure (CIPM), presidente della Commissione consultiva internazionale per il Tempo e la Frequenza, membro di comitati di consulenza e di commissioni CE, membro della Commissione Radioscientifica Italiana del CNR. Inoltre è stato Delegato nazionale al Science Programme Committee di ESA, Presidente dell’Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris di Torino (per otto anni,
dal 1994 al 2002), Vicepresidente della Commissione 7 (Tempo e Frequenza) del CCIR-UIT (Unione Internazionale Telecomunicazioni), Membro del SOLID EARTH WORKING GROUP dell’ESA, Presidente della Commissione A (Metrologia Elettromagnetica) della Unione Radioscientifica Internazionale (URSI), Presidente del LASSO WORKING GROUP dell’ESA (dal 1979 al 1983), Membro del Consiglio Scientifico del Piano Spaziale Nazionale (dal 1987 al 1988), Presidente del Comitato Scientifico di ASI (dal 1992 al 1994), Membro del Consiglio Scientifico dell’ASI (dal 1989 al 1995), Membro del Solid Earth WG di ESA. Ha inoltre curato la costruzione della scala di tempo nazionale e la sua distribuzione nazionale e internazionale; ha riavviato in Italia ricerche teoriche e sperimentali di spettroscopia elettromagnetica applicata alla costruzione di campioni atomici di frequenza, ha realizzato esperienze di navigazione GPS differenziale di mezzi terrestri, e ha avviato ricerche analoghe per satelliti scientifici, ricerche sulla navigazione, con metodi spaziali, di satelliti, sonde e capsule ricuperabili. Ha anche partecipato a studi di fattibilità dei satelliti ESA UTEX, SIRIO 2, POPSAT, ARIOSTOTELES, e ha svolto numerosi esperimenti sui satelliti ATS3 (Application Technology Satellite), TRANSIT, NOVA, GPS, SIRIO 1, METEOSAT P2 in collaborazione con NASA, Naval Research Laboratory, National Bureau of Standards, CNR/SAS, CNR/PSN, U.S. Naval Observatory, Bendix, Accademia delle Scienze cinese, Università di Stoccarda, CERGA-CNES, Observatoire de la Côte d’Azur e altri Osservatori, Università e Laboratori europei.

I luoghi della musica

Esistono sottili legami tra ogni tipo di musica, la sua esecuzione e le proprietà acustiche degli ambienti nei quali quella musica viene eseguita. Nessuno penserebbe di eseguire musica sincopata in una cattedrale gotica o romanica o, di converso, del canto gregoriano in una sala per registrazioni di musica leggera.
Le componenti la cui armoniosa presenza collabora al raggiungimento di un risultato che sia musicale oltre che sonoro sono infatti numerose: la sala con il suo arredamento, le sue dimensioni e forma, la disposizione degli strumenti sul palco, forma e tipo delle poltrone, le caratteristiche delle varie famiglie di strumenti, sempre restando nel campo che potremmo definire ingegneristico o tecnico e quindi non entrando nelle considerazioni di carattere estetico. Lo scopo della conversazione di questa sera è quello di seguire un suono dal momento della sua produzione sino alla sua fruizione. Alcune delle numerose componenti di questo “percorso” verranno analizzate anche nel contesto storico. Tre gli argomenti che verranno principalmente trattati: gli effetti della forma e delle dimensione delle sale, come le singole famiglie degli strumenti irradiano il suono in funzione delle direzioni e della tessitura, gli effetti della disposizione degli strumenti sul palco.

Sigfrido Leschiutta