Considerazioni conclusive

Lo straordinario successo della Passione secondo S. Matteo di Bach
a completamento di una bellissima stagione di concerti


L'ovazione che il pubblico che gremiva la Chiesa di S. Domenico ha tributato in piedi per oltre dieci minuti a H. Rilling, i solisti, l'orchestra e il coro del Bach-Collegium di Stoccarda mettono bene in evidenza la raggiunta consapevolezza collettiva di avere assistito ad uno straordinario avvenimento culturale, un'interpretazione ad altissimo livello della Passione secondo S. Matteo di J.S. Bach che il Circolo della Musica e l'Amministrazione Comunale hanno offerto all'intera cittadinanza. La tensione emotiva che Rilling ha saputo mantenere per oltre tre ore quasi ininterrotte di musica, l'urgenza ritmica che sottolineava il susseguirsi degli avvenimenti durante l'intera Passione di Cristo, la contrapposizione tra la turba del popolo che vuole la morte del Cristo e il popolo dei credenti che partecipa affranto al compimento della Passione, l'abbandono lirico delle arie che rappresentano un momento di riflessione tra un avvenimento e l'altro sono stati gli elementi distintivi, resi ad altissimo livello, che hanno trascinato all'entusiasmo tutto il pubblico. Si è così conclusa nel modo migliore la stagione che il Circolo della Musica ha realizzato con concerti tutti omogeneamente ad alto livello, ed alcuni di valore eccezionale. Pochi giorni prima della Passione di Bach avevamo ascoltato una clarinettista di straordinario livello, Sabine Meyer, trascinare il Sestetto di Vienna ad una interpretazione affascinante del Quintetto per clarinetto ed archi di J. Brahms: la melodia dolcissima del clarinetto, ripresa immediatamente dagli archi quasi a forma di eco, il senso di abbandono al ritmo che Sabine Meyer sapeva mantenere sempre perfetto, l'eloquenza quasi trattenuta con la quale veniva presentata ogni frase musicale, la spontaneità seducente del fraseggio hanno rappresentato gli elementi distintivi di questo bellissimo concerto. Un altro concerto di eccezionale valore è stato quello del clavicembalista T. Pinnock, che ha offerto un panorama affascinante della musica dal seicento inglese, al settecento tedesco, francese e italiano, fino ai nostri giorni, riuscendo a cogliere in maniera quasi perfetta gli elementi distintivi di ogni compositore. Straordinario è stato anche il concerto del baritono Stephen Genz, non soltanto una voce estremamente bella ed ammaliante, ma anche un interprete capace di una eccezionale espressività unita ad una affascinante eleganza di fraseggio e padronanza della scena; anche il programma è stato eccezionalmente interessante perché ha unito Schumann ad Ugo Wolf, un compositore per la prima volta presente nella stagione del Circolo della Musica ma grandissimo autore di lieder del tardo ottocento. Un grande successo ha ottenuto la Cappella della Pietà dei Turchini di Napoli, realizzato grazie al contributo che la Fondazione della Cassa di Risparmio di Imola garantisce al Circolo della Musica, che ha offerto un panorama amplissimo della musica napoletana dal cinquecento al settecento unendo in maniera perfetta musica e spettacolo, quasi a sottolineare l'importanza della gestualità per una migliore comprensione della musica antica. Bravissime, come d'altra parte era previsto, anche le sorelle Labeque, un duo pianistico nel quale il senso della perfezione stilistica, l'intesa straordinaria che raggiunge un sincronismo quasi incredibile, rendono ogni loro concerto un avvenimento eccezionale. Questa volta hanno messo in evidenza anche la loro volontà di stimolare il pubblico ad una maggiore partecipazione alle vicissitudini musicali del nostro tempo presentando un compositore contemporaneo inglese (Maric), assieme ad un virtuoso delle percussioni, Colin Currie. Molto bello è stato il concerto della violoncellista N. Gutman che, in duo con una pianista di notevole valore (E. Virsaladze), ha saputo presentare con grande perfezione stilistica e avvincente capacità espressiva l'evoluzione della sonata per violoncello da Beethoven a Brahms. La violinista Midori ha un figura estremamente esile, quasi eterea, e quindi non può avere grande potenza di suono, ma possiede un'eccezionale talento naturale per esaltare il colore del suono del suo strumento e, con una gestualità molto accentuata ed un suono straordinariamente espressivo, accompagna con un forte senso di abbandono il fluire della frase musicale. Il pianista polacco Anderszewski privilegia il colore del suono rispetto alla tecnica ed accentua in maniera quasi esasperata la contrapposizione ritmica di ogni composizione. Molto bella ed avvincente è stata la sua interpretazione di Bach, dove ritmo e colore si sono perfettamente integrati a vicenda. Un tale approccio alla musica è sembrato perfetto anche in Szymanowski. L'accentuazione della ricerca, quasi fine a sé stessa, della qualità del suono in ogni singola nota è sembrata dare un colore particolare alle Ballate di Chopin, ma ha reso più difficile la comprensione della struttura complessiva della Sonata No.3 sempre di Chopin. Il Quartetto Hagen si è dimostrato un complesso ad alto livello, ma il programma con miniature del novecento non sempre significative e quasi di tipo sperimentale hanno impedito una piena comprensione delle loro caratteristiche specifiche, messe in evidenza prevalentemente nella seconda parte dedicata a Beethoven. La stagione era stata inaugurata come di consueto con un concerto sinfonico realizzato in collaborazione col Mercatone uno, nel quale era stata tra l'altro presentata la quarta Sinfonia di Mahler. A completamente di una stagione eccellente, realizzata grazie al contributo anche del Comune, della Provincia e della Regione, è giusto ricordare anche le conversazioni, molto seguite da un pubblico attento e partecipe, che hanno sottolineato l'impegno culturale del Circolo della Musica volto ad una migliore comprensione della cultura musicale in ogni suo aspetto, anche in relazione alle altre forme d'arte: il compositore imolese Carlo Forlivesi, il Prof. Alberto Destro, il Maestro Piero Rattalino con la pianista Ilia Kim, il Prof. Sigfrido Leschiutta hanno saputo mettere bene in evidenza questo impegno del Circolo della Musica.