Musiche

 

Esistono tre anni miracolosi nella storia della canzone tedesca: Schubert nel 1815, Schumann nel 1840 e Wolf nel 1888. In quell’anno infatti Hugo Wolf compose inizialmente 53 lieder su testi di Morike e, a partire dall’ottobre 1888 fino all’ottobre dell’anno successivo, altri 51 lieder su testi di Goethe, il poeta più venerato della letteratura tedesca. Wolf iniziò con i tre sonetti del Suonatore d’arpa (Harfenspieler), tratti dagli Anni di Apprendistato di Wilheim Meister di Goethe e idealmente autobiografico, coi quali inizia anche il concerto di Henschel. Wolf inserì nella sua antologia su Goethe sia testi utilizzati dai suoi predecessori, sia testi da loro ignorati, quale ad esempio La Tomba di Anacreonte (Anakreons Grab) che Henschel presenta al termine del concerto. L’antologia di Wolf si conclude con tre meditazioni poetiche di Goethe sulla mitologia greca, vissute da Wolf come momenti di esaltazione e di profonda riflessione sull’immanenza e la trascendenza, la mortalità e l’immortalità; due di queste meditazioni, Ganimede (il bellissimo principe troiano amato da Zeus che, assunte le sembianze di un’aquila, lo rapì e ne fece il coppiere degli dei) e Prometeo (il fiero ribelle alla tirannide divina e l’eroico benefattore dell’umanità), sono poste anche al termine del concerto di Henschel. Wolf creò uno stile in cui l’estensione della tonalità propria del tardo Romanticismo fu applicata agli sfumati e variegati aspetti interpretativi della poesia tradizionale; seguendo inoltre la tradizione indicata da Schumann e Liszt egli diede un forte impulso ad uno sviluppo autonomo della parte pianistica.
Incisioni. I tre sonetti del Suonatore d’Arpa sono stati incisi tre volte da Fiesher-Dieskau (due con Gerald Moore ed una con Barenboim), una volta da Hans Hotter ancora con Moore, una volta da Walter Berry con Erik Werba. La Tomba di Anacreonte è stato il lied con più incisioni, almeno venti. Si inizia con John McCormack con un canto delizioso a forma di ballata per poi proseguire con Hans Hotter e Elly Ameling con un canto minutamente dettagliato, con Susanne Danco e Grace Bumbry con un canto molto piacevole anche se molto leggero, con Elisabeth Schwarzkopf e Kirsten Flagstad con un canto molto dettagliato e molto potente. Fisher Dieskau ha inciso questo sonetto tre volte con caratteristiche molto diverse. Gli ultimi tre Lieder sono stati incisi da Hans Hotter e Gerald Moore, oltre che da Fischer Dieskau e Norma Bailey.
Liszt compose 87 Lieder per voce e pianoforte e 16 per voce ed orchestra; forse fu anche il primo compositore a concepire il Lieder per orchestra. In realtà egli ha composto un numero molto superiore di canzoni perché era un’artista che continuamente ripensava alle sue composizioni, rivisitandole molte volte dopo l’iniziale stesura e ricavando quindi molteplici letture dello stesso testo. E’ questa una costante della sua opera: come molti altri artisti, di musica e di arti visive (ad esempio Monet), per Liszt la ripetizione non era un tic stilistico, ma un articolo di fede perché ad ogni rilettura di opere precedenti egli trovava nuovo impulso ad un profondo rinnovamento nella composizione. L’approccio di Liszt alla composizione di Lieder è molto simile a quello di Schumann, ossia un legame molto libero dal testo per meglio dare spazio alle variegate possibilità espressive del pianoforte, che assume un ruolo di grande rilievo. Caratteristica specifica di Liszt è anche quella di avere scritto canzoni tratte non soltanto da testi tedeschi, ma anche italiani, francesi e ungheresi, la sua patria d’origine, legando tali composizioni alle caratteristiche musicali specifiche di ogni singolo paese. Nel concerto di Henschel vengono presentati i tre testi italiani, tratti dai sonetti del Petrarca. L’incontro di Liszt con la Laura del Petrarca avvenne su indicazione della contessa d’Agoult, con la quale Liszt aveva avuto tre figli, tramite Victor Hugo; Liszt ne trasse inizialmente tre pezzi per pianoforte solo, a cui seguì subito dopo quella per voce. Questi stessi sonetti furono musicati da Liszt più volte, ed alcune versioni sono di tempi così diversi che differiscono notevolmente tra loro. Le tre canzoni sui sonetti del Petrarca sono stati concepiti per un particolare tipo di voce, il tenore italiano; esse sono canzoni ardenti, allo stesso tempo tenere e ardenti, e richiedono una voce con un ampio spettro. A conclusione della prima parte dl concerto, Henschel presenta il Lied denominato I Tre Zingari, di Lenau: è un brano splendidamente caratterizzato, una specie di recitativo descrittivo con tre scene nelle quali uno zingaro che suona il violino, un altro che fuma ed un altro ancora che dorme placido mostrano come gli zingari sanno superare le avversità della vita. La canzone è totalmente ad episodi, con brillanti interludi pianistici che aiutano a disegnare la scena.
Incisioni. I tre sonetti del Petrarca sono stati incisi da Renata Scotto, Fischer Dieskau, Margaret Price, dalla voce espressiva ed uniformemente bella, Herman Prey. I tre zingari sono stati incisi da Brigitte Fassbender, Fischer Dieskau, Herman Prey, Elisabeth Schwarzkopf, Janet Baker, Christa Ludwig.