Musiche

Il programma di sala dell'Ensemble Sonnerie, guidato dalla violinista Monica Huggett, prevede nella prima parte musiche di Biber e nella seconda parte musiche di J.S. Bach. Heinrich Biber, un gesuita vissuto nella seconda metà del seicento (quest'anno è il terzo centenario della morte), fu il più grande violinista tedesco del suo tempo. A metà degli anni sessanta egli entrò al servizio del Principe-Arcivescovo di Olmutz, che manteneva nel suo Castello un'eccellente orchestra. Nel 1670 Biber si trasferì alla Cappella di Corte di Salisburgo e divenne Maestro di Cappella nel 1684. Nel 1690 l'Imperatore Leopoldo I gli conferì il titolo nobiliare di "von Bibern" per il suo talento musicale portato alla più alta perfezione. La sua formidabile tecnica di violinista è evidente nelle sue otto Sonate per violino solo e basso continuo del 1681. Un gruppo di sonate solistiche, i Misteri di Maria del 1674, sono abbinate a quindici misteri sulla vita della Vergine e sono state composte per venire eseguite in Chiesa in occasione della solennità del santissimo Rosario; ciascuna sonata fu ispirata da illustrazioni ricavate da incisioni in rame e trovate in una guida al Rosario. Alcuni movimenti sono in stile chiesastico, altri in stile cameristico. La sedicesima composizione della raccolta è una "Passacaglia" per violino senza accompagnamento che precorre la famosa Ciaccona della Partita in re minore di J.S. Bach (BWV 1004). Per ognuna delle sonate viene impiegata una scordatura diversa (viene chiamata scordatura una accordatura diversa da quella normale per realizzare effetti inconsueti o superare difficoltà tecniche), mentre la "Passacaglia" è destinata ad uno strumento con l'accordatura normale. Il programma di sala prevede le ultime cinque sonate sui Misteri di Maria e la Passacaglia.
Le prime nove sonate di questi Misteri sono già stati incisi da Monica Huggett e dall'Ensemble Sonnerie (Gaudeamus CDGAU350); evidentemente questa tournée viene utilizzata per preparare la incisione della parte rimanente. Un'incisione completa è quella di "Les Veilleurs de Nuit" diretti dalla violinista Alice Peirot (Alpha 038).
Le sei sonate per violino e le tre per viola da gamba e clavicembalo furono scritte da J.S. Bach nell'ultimo periodo della sua vita, ossia quando assunse nel 1723 la carica di Cantor della Thomaskirche a Lipsia, a cui si aggiungeva la direzione musicale delle chiese di Lipsia. In quei tempi Lipsia era un bastione del protestantesimo, una città dove la religione era forza vivente e trascinante. Le prime cinque sonate per violino e clavicembalo furono composte da J.S. Bach nel 1725 e seguono la ben affermata forma della Sonata da Chiesa, costituita dall'austera successione di un adagio introduttivo, un allegro fugato, un adagio e un allegro conclusivo. La novità principale consiste invece nel ruolo che assume la parte per clavicembalo, nella quale la mano destra descrive la linea melodica sullo stesso livello del violino, mentre la sinistra esegue il basso continuo; in tal modo la sonata si configura come una sonata a tre. In questi momenti cioè Bach si avvicina allo stile armonico del periodo successivo senza distaccarsi da una struttura a tre voci. Nelle sonate per violino e strumento a tastiera si trovano movimenti di una profonda e commovente bellezza. Il primo movimento veloce è una fuga col da capo con la partecipazione di tutte e tre le voci. I movimenti conclusivi sono invece costruiti più liberamente, con una grande vitalità ritmica e chiarezza nella struttura. Nella loro sorprendente varietà sia dal punto di vista della struttura sia della fisionomia, i movimenti lenti sono invece una conferma dell'inesauribile fantasia di J.S. Bach. In essi le tre voci sono più fortemente differenziate, talora persino indipendenti le une dalle altre; la voce superiore del clavicembalo è più spesso correlata al basso continuo piuttosto che al violino, e solo saltuariamente è autonoma. Il basso stesso ha una più forte connotazione di continuo, ed emerge occasionalmente con un proprio materiale motivico (Sonata No.1) o diventa un basso ostinato (Sonata No.3). La Sonata No.2 per viola da gamba e continuo irradia gioia e felicità. L'Andante richiama l'aria di una cantata, suggerendo che essa sia un rifacimento di un'altra composizione, purtroppo andata perduta.
Le sei sonate per violino e clavicembalo si possono trovare incise sia con un violino barocco (Monica Huggett con Nicholson in Hyperion 22025) sia con un violino moderno (Arthur Grumiaux con Christiane Jaccottet in Philips 454 011). Anche le tre sonate per viola da gamba e clavicembalo si trovano nelle due versioni. Da una parte Savall con Koopman (Alia Vox 9812), dall'altra Tortelier con Veyron-Lacroix al clavicembalo (Erato 45659), oppure Maisky con Marta Argerich al pianoforte (DG 415 471), oppure ancora Yo Yo Ma con Cooper al clavicembalo (Sony 89747); queste ultime tre versioni utilizzano tutte il violoncello in sostituzione della viola da gamba.