Musiche

 

Il programma del Quartetto inglese Belcea, che si è imposto da alcuni anni come il migliore della sua generazione, inizia col Quartetto Op.18 No.2 in sol maggiore di Beethoven. I sei Quartetti per archi dell’Op.18 possono essere considerati l’opera più perfetta del periodo giovanile di Beethoven e sono la testimonianza di una maestria che assume in sé la perfezione degli ultimi Quartetti di Haydn e di Mozart. Il primo movimento, Allegro, è caratterizzato da un’atmosfera piacevole, pungente e capricciosa. Il primo violino inizia in maniera aggraziata ed i quattro strumenti replicano all’unisono con un figura di danza; segue un dialogo in forma melodica che gradualmente costruisce i diversi elementi della sua complessa architettura. L’Adagio Cantabile che segue inizia con un’ampia e gradevole melodia cantata dal primo violino, al quale viene dato un ruolo preminente rispetto agli altri strumenti. Lo stile ornamentale ed elegiaco del primo violino si riallaccia alla grazia compassata del primo movimento. Dopo una falsa conclusione ed un improvviso staccato, inizia un intermezzo in due sezioni, una dallo stile ritmico e l’altra di tipo melodico cantata dal violoncello. Lo Scherzo Allegro abbonda di vitalità ed è costruito sul contrasto tra un dialogo arioso tra i due violini e il commento a forma di coro dei quattro strumenti. Il finale, Allegro molto quasi Presto, inizia con un ritmo di marcia di grande vitalità in contrasto con la grazia del primo movimento. Nonostante la presenza di un secondo tema, il tema iniziale con la sua forte caratterizzazione continua a dominare l’intero movimento, sviluppandosi nella forma dialogica che caratterizza l’intero movimento. La prima parte del concerto si conclude col Quartetto No.3 Op.94, composto da Britten nel 1975. Anche se Britten trovò il suo mezzo di espressione ideale in musiche che si appoggiano ad un testo letterario, o comunque ad una trama, e raggiunse il successo anche come pianista di grandi capacità come accompagnatore, il suo secondo e terzo quartetto rappresentano importanti conquiste di questo compositore. L’armonia di Britten è personale e talmente legata alla struttura da potere essere definita impressionistica, con una straordinaria nitidezza nelle sue linee strumentali o vocali.
Nella seconda parte viene presentato il celebre Quartetto Op.132 in la minore, uno degli ultimi cinque quartetti che tennero impegnato Beethoven dalla fine del 1823 al novembre del 1826. Il Quartetto inizia con un’introduzione lenta e solenne, Assai sostenuto, piena di oscurità e di mistero, a cui segue un Allegro dal lunghissimo e tormentato complesso tematico, tutto costruito sulle impennate del primo violino e gli incisi della viola e del violoncello nel querulo registro acuto, per sfociare in una cullante cantilena. I due motivi che si concatenano in un discorso in cui il principio del contrasto è stato sostituito da quello di un’osmosi tematica estremamente sottile e complessa, e gli antichi rapporti dialettici appaiono come trasfigurati da una nuova realtà strutturale. Il successivo Allegro ma non tanto è un vero Scherzo, lievissimo e tutto intessuto di motivi di danza. Il movimento lento che segue è in realtà il cuore di questo Quartetto ed è denominato “Canzona di ringraziamento offerta alla divinità da un guarito, in modo lidico”. Esso è sempre stato giustamente considerato come una delle espressioni più personali e visionarie di tutta la musica beethoveniana, ed è basato sull’alternanza tra un senso di estatica preghiera espressa sotto forma di corale ed una sorta di risorgimento pieno di stupefatta e innocente letizia, con espressioni gioiose e danzanti. Il movimento conclusivo, Allegro appassionato, è ardente e cavalleresco, come una corsa dalle tenebre verso la luce, dalle ansie e dai turbamenti di una malattia alla sicurezza di una certezza razionale di valore universale.
Incisioni. Tutti i grandi Quartetti hanno inciso i Quartetti di Beethoven. Soltanto per elencarne alcuni si può ricordare il Quartetto Vegh (Audivis Valois V4400), che è stato il primo celebre Quartetto ospite del Circolo della Musica quando eravamo ancora nell’Auditorium della Cassa di Risparmio, il Quartetto Busch (Sony 47687), il Quartetto Budapest (Sony 52531), il Quartetto Hollywood (Testament 3082), il Quartetto Italiano (Philips 470 167) che appunto dell’Op.132 dette al Teatro Comunale di Imola una straordinaria interpretazione per intensità drammatica e partecipazione emotiva di tutto il pubblico, il Quartetto Amadeus (DG 463 143), il Quartetto Juillard (Sony 89975), il Quartetto Emerson (DG 474 341), il Quartetto Alban Berg (EMI 73606), il Quartetto Talich (Calliope 3633), il Quartetto Borodin (Virgin 61748), il Quartetto Lindsay (ASV 1115). I Quartetti No.2 e 3 di Britten sono stati incisi dal Quartetto Amadeus ((Decca 475 051) e dal Quartetto Lindsay (ASV 608).