Musiche
Il programma del Quartetto inglese Belcea, che si è
imposto da alcuni anni come il migliore della sua generazione, inizia
col Quartetto Op.18 No.2 in sol maggiore di Beethoven. I sei Quartetti
per archi dell’Op.18 possono essere considerati l’opera più perfetta
del periodo giovanile di Beethoven e sono la testimonianza di una maestria
che assume in sé la perfezione degli ultimi Quartetti di Haydn
e di Mozart. Il primo movimento, Allegro, è caratterizzato da un’atmosfera
piacevole, pungente e capricciosa. Il primo violino inizia in maniera
aggraziata ed i quattro strumenti replicano all’unisono con un figura
di danza; segue un dialogo in forma melodica che gradualmente costruisce
i diversi elementi della sua complessa architettura. L’Adagio Cantabile
che segue inizia con un’ampia e gradevole melodia cantata dal primo violino,
al quale viene dato un ruolo preminente rispetto agli altri strumenti.
Lo stile ornamentale ed elegiaco del primo violino si riallaccia alla
grazia compassata del primo movimento. Dopo una falsa conclusione ed un
improvviso staccato, inizia un intermezzo in due sezioni, una dallo stile
ritmico e l’altra di tipo melodico cantata dal violoncello. Lo Scherzo
Allegro abbonda di vitalità ed è costruito sul contrasto
tra un dialogo arioso tra i due violini e il commento a forma di coro
dei quattro strumenti. Il finale, Allegro molto quasi Presto, inizia con
un ritmo di marcia di grande vitalità in contrasto con la grazia
del primo movimento. Nonostante la presenza di un secondo tema, il tema
iniziale con la sua forte caratterizzazione continua a dominare l’intero
movimento, sviluppandosi nella forma dialogica che caratterizza l’intero
movimento. La prima parte del concerto si conclude col Quartetto No.3
Op.94, composto da Britten nel 1975. Anche se Britten trovò il
suo mezzo di espressione ideale in musiche che si appoggiano ad un testo
letterario, o comunque ad una trama, e raggiunse il successo anche come
pianista di grandi capacità come accompagnatore, il suo secondo
e terzo quartetto rappresentano importanti conquiste di questo compositore.
L’armonia di Britten è personale e talmente legata alla struttura
da potere essere definita impressionistica, con una straordinaria nitidezza
nelle sue linee strumentali o vocali. |