Musiche

 

Il programma del concerto del celebre violoncellista Misha Maisky, in duo con la figlia Lily, inizia con la Suite No.1 in Sol maggiore BWV 1007 per violoncello solo composta da J. S. Bach circa nel 1720 quando egli si trovava al servizio della corte calvinista di Kothen. La Suite è una successione di danze stilizzate o di brani in forma di danza, ed è tipica del periodo barocco; in genere i diversi movimenti sono nella stessa tonalità. Il presupposto formale della suite sta nell’abbinamento di danze: ad una danza lenta, di metro binario, segue una controdanza veloce, di metro ternario. Tutte le sei Suite per violoncello solo di J.S. Bach iniziano con un Preludio, a cui segue una Allemanda, di andamento moderato, una Courante, che è una danza veloce, una Sarabande, che è una danza lenta, solenne e grave, un Minuetto, di andamento moderato ma in metro ternario (oppure una Bourrée o una Gavotta), e si conclude con una Giga, che è una danza di corte, veloce, in stile imitativo. Il Preludio della Suite No.1 consiste di figure di semicrome, all’inizio in forma di arpeggio (le note di un accordo vengono cioè eseguite in successione, alla maniera dell’arpa da cui prende il nome), come una semplice transizione, e successivamente si diversificano e diventano più espressive mentre l’armonia diventa più intensa. L’apice è costituito da una serie di ripetuti Re sulla base di figurazioni ben adatte allo strumento e che consentono a Bach di ottenere una potente conclusione. L’Allemanda è un modello nel suo genere, espressione di uno spirito tranquillo e soddisfatto, contento della pace e dell’ordine. Ciascuna delle due sezioni di questo movimento consiste di sedici battute; esse iniziano ritmicamente in maniera simile, e le loro cadenze finali corrispondono l’una all’altra. La Courante è una Corrente italiana e deve essere eseguita rapidamente; per giustificare il suo nome la musica deve progredire ininterrottamente. Anche in questo caso le parti iniziali delle due sezioni sono ritmicamente identiche. La Sarabanda, come l’Allemanda, è un esempio perfetto del suo stile; le due sezioni hanno la stessa lunghezza, ciascuna di sedici battute. E’ sorprendente notare che, entro la forma della Sarabanda, Bach inventa un ritmo distinto per ogni battuta, al fine di generare una tensione tra la prima e la seconda parte della stessa battuta. Le battute conclusive delle due sezioni sono caratterizzate dallo stesso movimento ritmico, che conclude la danza. Il Minuetto, in tempo di tre-quarti, è un rapido esempio di questa forma. Al primo Minuetto segue un secondo, nella chiave di sol minore, costruito in maniera simile, dopo il quale viene ripetuto il primo minuetto. La Giga è un brano semplice, costruito in forma chiara, che scorre in modo fluente a velocità elevata. Nonostante il tempo veloce Bach concepisce in questo movimento un fine intrecciarsi di tonalità, poiché il maggiore ed il minore sono messi tra loro in contrapposizione, consentendo di ottenere uno splendido gioco di colori.
La prima parte del concerto si conclude con la Sonata per Arpeggione e Pianoforte in la minore D821 composta da Schubert nel 1824. L’Arpeggione era uno strumento derivato dalla viola da gamba, fornito di sei corde e di una tastiera intagliata, inventato da un liutaio viennese e reso noto dal violoncellista Schuster, che commissionò questo lavoro a Schubert. L’insieme è gradevole e melodioso: il primo movimento (Allegro moderato) è piacevolmente melanconico col violoncello che inizia cantando in maniera struggente per poi proseguire con un dialogo serrato col pianoforte, a cui segue un Adagio di transizione in mi maggiore ed un Finale (Allegretto) che sta a metà strada tra il Rondò e il Divertissment. Questa composizione subì le più svariate forme di trascrizione, la più comune essendo quella per violoncello. Essa è una pagina musicale che suggerisce una pacata introspezione unita ad un profondo coinvolgimento emotivo piuttosto che l’intensa tragedia quale si manifesta invece nel Winterreise. Sembra quasi che l’esistenza sia legata alla riflessione e alla scoperta di dolci visioni.
Incisioni. Tutti i grandi violoncellisti hanno inciso le Suite per violoncello solo di J.S. Bach, ovviamente a partire da Pablo Casals (EMI 61027), che restituì queste musiche al repertorio comune dopo decenni di abbandono, per poi proseguire con Rostropovich (EMI 55363), Lynn Harrel (Decca 466 253), Pierre Fournier (DG 449 711), Yo Yo Ma (Sony 89754), Mischa Maisky ((DG 463 314), Janos Starker (Philips, 432 756), Paul Tortelier (EMI 749035). La Sonata per Arpeggione di Schubert è stata incisa da Misha Maisky, accompagnato al pianoforte da Marta Argerich (Philips 412 230), da Rostropovich, accompagnato al pianoforte da B. Britten (Decca 417 833), da Pierre Fournier (EMI 79708).
La seconda parte del concerto inizia con due Studi dell’Op.8, il No.11 Andante in si bem. minore e il No.12 Patetico in re diesis minore, composti da A. Scriabin nel 1894-95. Ispirati a quelli di Chopin, questi Studi sono al tempo stesso composizioni didattiche e momenti poetici, con pagine piene di freschezza o di lirismo sfiorate da ombre inquietanti. Il No11, Andante è di una espressività dolente, profondamente triste. E’ uno dei rari pezzi di Scriabin in cui si può intravedere una lontana parentela col canto popolare russo. Per nullo virtuosistico, è tuttavia piuttosto scomodo a causa dei grandi salti. Il No.12, Patetico, è lo Studio più celebre e più spettacolare, saltellante e sfrenato, parossistico dall’inizio alla fine; è stato paragonato allo Studio Rivoluzionario (Op.10 No.12) di Chopin, col quale ha in comune la potenza dell’evocazione drammatica ed epica. Il concerto si conclude coi 3 Fantasiestucke Op.73, composti da R. Schumann nel 1849 per clarinetto e pianoforte (ad libitum per violino oppure violoncello), nell’anno da lui definito particolarmente musicalmente fertile. Sebbene le frasi agili e flessuose di questa composizione siano particolarmente adatte al clarinetto, questa caratteristica si adatta facilmente al timbro pastoso del violoncello.
Incisioni. Gli Studi Op.8 di Scriabin sono stati incisi da Horowitz (RCA 74321), da Magaloff (Valois 4714), da V. Sofronitski (Le Chant du Monde 278765). La Fantasistucke Op.73 di Schumann è stata incisa da Misha Maisky, accompagnato al pianoforte da Marta Argerich (Philips 412 230), da Janos Starker (RCA 845982), da Pierre Fournier (EMI 69708).