Programma

 

Mozart: la gioia e il terrore di vivere

Nel Settecento le carriere musicali economicamente davvero allettanti erano due: quella del cantore evirato o della primadonna e, a rispettosa distanza, quella del compositore di melodrammi in lingua italiana. Il padre di Mozart, personaggio intelligente e astuto, non appena s'accorse della straordinaria precocità del figlio concepì un piano lucidissimo: conquistare molto presto per Wolfgang Amadeus una posizione di libero professionista dell'opera o, in subordine, una posizione di maestro di cappella presso un teatro di corte. Entrambi questi obiettivi vennero mancati, sia pure per un soffio, e così all'età di vent'anni Wolfgang Amadeus si trovò impiegato nelle funzioni subalterne di violino di spalla nella piccola orchestra della piccola corte della natia Salisburgo in cui suo padre era da molto tempo vicemaestro di cappella.
Mozart non si rassegnò a un destino di mediocrità. Cercò di evadere a ventun anni licenziandosi dall'impiego e andando in cerca di fortuna a Parigi. Ritornò sconfitto e dovette umiliarsi a implorare di essere riassunto. Evase a venticinque anni licenziandosi di nuovo e stabilendosi a Vienna, dove visse con alterna fortuna fino alla morte che lo colse a trentacinque anni. Qualche scampolo di carriera come operista lo ottenne, in modo del tutto insoddisfacente; alla corte viennese strappò solo l'umiliante incarico di compositore dei balli per le feste di carnevale. E morì carico di debiti.
Mozart, che non sapeva vivere, non era soltanto un operista: era un drammaturgo che con il suo teatro parlava all'umanità tutta. Gioia di vivere fu per lui l'aver da comporre lavori teatrali, terrore il non averne. Tutta la sua breve vita ruotò intorno a questi due poli, tra il calore e il gelo. E del calore colse solo qualche raggio.


PROGRAMMA

Sonata in do magg. K 330 (Allegro moderato - Andante cantabile - Allegretto)
Sonata in do min. K 457 (Molto allegro - Adagio - Allegro assai)
Fantasia in re min. K 397
Minuetto in re magg. K 355