Musiche

Giovedì 16 ottobre 2003 concerto di apertura della stagione del Circolo della Musica di Imola con l'Orchestra Sinfonica Nazionale dell'Estonia, diretta da Nikolaj Aleksejev, e la partecipazione straordinaria del soprano Elena Kononenko; verranno eseguiti due celebri brani, la quarta Sinfonia in mi minore op.98 di J. Brahms e la quarta Sinfonia "La vita celestiale" di G. Mahler, per soprano e orchestra. In Brahms le quattro Sinfonie si possono raggruppare a due a due, e in ogni gruppo l'una contrasta l'altra. Ad esempio, all'espressione pastorale della seconda si oppone l'ardore patetico della prima. Allo stesso modo, la terza ha carattere eroico, mentre la quarta potrebbe definirsi elegiaca. La Sinfonia No.4, composta da J. Brahms nell'estate del 1885, è una sinfonia autunnale per il clima poetico di rassegnazione, di solitaria meditazione, di pesante malinconia che preannuncia le ultime composizioni per pianoforte. Questo carattere deriva in gran parte dal fatto che tutta l'opera è permeata dallo spirito della ciaccona, alla maniera di Bach, che caratterizza il quarto movimento e dalla scelta della tonalità in mi minore. Il primo movimento, un Allegro ma non troppo in mi minore, è costruito in forma sonata con due tempi principali e quattro idee secondarie. Le idee secondarie sono in realtà dedotte dal prima tema principale, mentre il secondo tema viene soltanto esposto e ripreso, ed ha quindi ha un ruolo assai meno importante. Il secondo movimento, un Andante moderato in mi maggiore, è costruito su due temi principali. Si tratta di un brano melanconico, tenero, e al tempo stesso nobile, con un carattere misterioso e leggendario, quasi di ballata. Il terzo movimento è un Allegro giocoso in do maggiore, costruito in forma sonata; questo brano ci propone una ballata più rude, dinamica, a volte demoniaca. I primi tre movimenti sembrano convergere verso il finale come altrettante linee prospettiche: si tratta di un ampio Allegro energico e appassionato in mi maggiore, costruito su un motivo ostinato di otto note. Questo tema iniziale viene utilizzato trentuno volte, sempre rispettando rigidamente le otto misure indicate, in trentuno variazioni successive; c'è poi una coda con quattro variazioni supplementari e il brano si conclude su una cadenza. Dal punto di vista espressivo questo finale è composto da quattro episodi. Il primo gruppo di dodici variazioni forma un blocco dal carattere ritmico e vigoroso. Segue un episodio centrale dal carattere essenzialmente espressivo e misterioso. Si torna poi al carattere dell'inizio e si conclude con una coda amplificatrice. In sostanza, come nella forma sonata l'equilibrio deriva da due episodi estremi simmetrici, che racchiudono un episodio centrale diverso e una coda finale.
La quarta Sinfonia, composta da G. Mahler durante le estati del 1899 e 1900 tranne il finale che esisteva come Lied per soprano dal 1892, è percorsa interamente da un clima di sogno che allude poeticamente ad un celeste regno di beatitudini. E' il cielo di un fanciullo che gradualmente si dischiude nel terzo e quarto tempo della Sinfonia. Il sogno sinfonico di Mahler di una vita celestiale è scritto in modo deliberatamente umoristico, che trova la sua realizzazione in una specie di linguaggio neoclassico. Il carattere derisorio del linguaggio classico del primo movimento si fonda su un senso di ironizzazione del formalismo, vividamente espresso dall'enfatica regolarità della struttura tematica e dai lineamenti decisi delle principali melodie e dal carattere fortemente tonale della musica che si compiace della tonalità di sol maggiore. Una situazione differente si presenta nel secondo movimento in cui il sentimento della tonalità è indebolito da un lugubre a solo di violino, che suona nella "scordatura" di un tono sopra. La macabra ferocia del suo suono si distende poi nella luminosità di un canto tirolese con un evidente legame con gli Scherzi delle Sinfonie di Bruckner. L'oppressione spettrale di questo agitato "Scherzo" è interrotta dalla serenità dell'Adagio seguente, una delle composizioni più ispirate di Mahler, uno straordinario documento della sua inventiva melodica, con un motivo principale dal carattere ambivalente e con un lamentoso oboe sostenuto da un singhiozzante contrappunto del fagotto. Dopo questa doppia esposizione psicologica comincia la catena di variazioni: tempo, clima e tonalità si alternano quasi caleidoscopicamente. Nell'episodio finale del movimento, una vera e propria coda, l'improvviso passaggio luminoso in mi maggiore con gli scintillanti arpeggi degli archi e dell'arpa e le vibranti fanfare delle trombe indicano con chiarezza che siamo giunti alle soglie del paradiso, visto attraverso gli occhi di un fanciullo. Ma la luminosa visione si dissolve e l'epilogo assomiglia piuttosto alla fervente preghiera di un adulto di essere ammesso alla presenza di Dio. Segue il quarto movimento con un canto intonato da un clarinetto schubertiano, che stabilisce il carattere del brano, di ironica bizzarria e amabile giocondità. La composizione procede in forma rigorosamente strofica, ciascun verso descrivendo, con confortevoli particolari realistici (sostenuti da un dondolante ritmo di terzine e dal pizzicato strimpellante dei bassi) i piaceri culinari del paese di Cuccagna, dal quale ogni problema sembra scomparire. Ogni strofa è suddivisa da un ritornello di quattro battute, dal tono falsamente ingenuo che ha la sonorità di un organo, ed è separata dalla seguente da un ritornello orchestrale composto principalmente dal vivace motivo che, con il suo gioioso contorno di tintinnanti campane, occupa le primissime battute della sinfonia. Quando il finale arriva all'ultima strofa dà una brusca virata nella tonalità di mi maggiore e il movimento si spegne suonato dalla solo arpa come un rintocco di campana. Tutto il quarto movimento è dominato da un ossimoro poetico-musicale: più i versi sono gioiosi, più la musica è triste. Il mondo di immagini del paradiso visto con gli occhi di un fanciullo è un mondo di illusioni e di fantasticherie infantili così come viene ricordato da chi sta transitando dalla vecchiaia alla morte. E' una reminescenza a rovescio, e il Paradiso della quarta Sinfonia è un cielo illusorio, soltanto sognato, in un glaciale clima sonoro.