Biografia e Programma

Sigfrido Leschiutta è un esperto nella misura del tempo e insegna al Politecnico di Torino misure elettroniche e sistemi di navigazione tramite satelliti. Alla vita professionale ha affiancato da oltre quarant'anni un interesse per gli aspetti costruttivi degli strumenti musicali con tastiera, organo escluso. Ha preparato in proposito alcuni testi sulla organologia di questi strumenti, interessandosi in particolare alle tradizioni costruttive tra Rinascimento e periodo barocco. A questo interesse ha abbinato in passato una attività di costruzione di strumenti, attività che ha ormai abbandonato soprattutto per mancanza di tempo. Ha comunque costruito delle dulcimere, due clavicordi, una spinetta, un cembalo e spera, negli anni ormai vicini della pensione, di terminare il restauro di tre fortepiani, di una cetra e di un organo, le cui canne oramai da troppi anni soggiornano sotto un letto.
Professionalmente ha avuto e ha incarichi scientifici sia nazionali sia internazionali, e quindi ha dovuto combattere per mantenere vive tre passioni alternative che lo agitano: gli strumenti musicali appunto, gli apparati radioelettrici antichi e una raccolta ormai negletta di ventidue "motorini".


Strumenti a tastiera, a pizzico e a percussione:
virginale, spinetta, clavicordo, clavicembalo

Dove e perché siano nati i quattro strumenti non è noto, ma non importa. Alcune cose sono certe: sono nati dal desiderio di "meccanizzare" l'arpa, che è vecchia come l'umanità; si sono diffusi in Europa all'epoca delle crociate.
Lo strumento di origine, un'arpa coricata, munita di una cassa armonica e con le corde pizzicate manualmente o con martelletti di legno, era comune nella cultura araba ed era conosciuta sotto il nome di "kanun". Lo strumento era tuttora costruito in Pakistan attorno agli anni 1970 e con il nome di "cimbalom" fa parte della tradizione musicale ungherese. I meccanismi di eccitazione, comandati da una tastiera, sono fondamentalmente due: corda percossa da un "martello" metallico oppure corda pizzicata tramite un meccanismo che simula il polpastrello, e in certi casi polpastrello più unghia.
Il primo meccanismo, rappresentato dal clavicordo, ha poi dato luogo al fortepiano e al pianoforte, con martelli via via più "morbidi" come legno, legno rivestito di pelle o di uno strato di feltro. L'altro meccanismo ha dato luogo ad alcuni strumenti che, pure diversi come forma e risorse musicali, hanno in comune il dispositivo di eccitazione, il salterello. Questi strumenti, cembalo, virginale, spinetta, sono stati i grandi protagonisti della musica sia colta sia popolare per oltre tre secoli.
La conversazione tende a descrivere queste tre forme con le loro varianti, ma soprattutto a considerare i vari aspetti organologici e anche musicali che il clavicembalo ha assunto in Italia, Germania, Francia e Inghilterra. La conversazione avrà raggiunto il suo scopo se i partecipanti alla serata, tornando a casa, saranno in grado, con la vista e con l'udito, di riconoscere le varie tradizioni costruttive e musicali europee.

Sigfrido Leschiutta