Commento alle musiche
La conferenza-concerto del critico Piero Rattalino e della pianista Ilia Kim è dedicata a S. Prokofiev nel cinquantesimo anniversario della morte, avvenuta nello stesso giorno di quella di Stalin. La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Provincia, è aperta al pubblico. Sergej Prokofiev, nato in Ucraina nel 1891, dimostrò subito una precoce attitudine per il pianoforte e la composizione; a quattordici anni entrò al Conservatorio di San Pietroburgo, dove ricevette una formazione completa. Attratto dai compositori contemporanei occidentali (tra i quali Debussy e R. Strauss), che ebbe modo di ascoltare durante le Serate di Musica Contemporanea a San Pietroburgo, dovute all’iniziativa di Diaghilev e che ebbero per un decennio, dal 1902 al 1912, vita rigogliosa (a queste Serate Prokofiev fece eseguire le sue prime composizioni), si affermò ben presto con un linguaggio estetico rivoluzionario, basato su un’armonia aspra e un gran senso ritmico, collocandosi nell’ambito delle estetiche simboliste e futuriste in voga a quell’epoca. Sin dalle prime composizioni per pianoforte attirò l’attenzione per la tecnica e il trattamento percussivo dello strumento (spesso paragonabile a B. Bartòk), ma anche per la ricchezza di invenzione melodica. Espresse la sua audacia iconoclasta nei Sarcasmi op.17 (1912-14), il primo brano proposto da I. Kim, e si accostò all’estetica simbolista in Visions Fugitives op.22 (composto nel 1917, lo stesso anno della Rivoluzione Russa, che prokofiev salutò con gioia), il secondo brano della serata. I cinque pezzi intitolati Sarcasmi sono certamente i più rappresentativi del Prokofiev irriverente e “gauciste” degli anni prerivoluzionari; sono altresì quelli in cui il trattamento percussivo, bartokiano, del pianoforte è più manifesto. Il ciclo di venti pezzi brevi, della durata media di un minuto ciascuno e intitolato Visions Fugitives, rappresenta un punto d’incontro e di fusione di due antitesi costituite dall’abbozzo e dalla forma compiuta; i brani che si susseguano rapidamente sono caratterizzati dai carattere più vari: Introduzione semplice e limpida (1), arabeschi elaborati con qualche affinità coll’impressionismo (2), fresco e gioioso (5), ripetitivo, armonicamente semplificato (8), grottesco, caustico (10), brano duro, violento, una retrospettiva dei Sarcasmi (14), un trittico lirico (16,17,18). |