Musiche

Giovedì 10 ottobre 2002 l’Orchestra Sinfonica della Radio Televisione Russa, diretta da Sergej Politikov, eseguirà due celebri Sinfonie, composte ambedue nel 1893, “La Patetica” di Ciajkovskij e la Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Dvorak. La Sinfonia n.6 (Patetica), composta da Ciajkovskij pochi mesi prima di morire, si distacca dalle altre sinfonie di questo autore sia per il suo carattere ancora più rassegnato e malinconico, sia per la sua struttura inusuale, che prevede come finale un movimento lento e desolato al posto del consueto movimento allegro e festoso. L’ampio primo movimento è estremamente mutevole. Si apre con la consueta introduzione lenta (Adagio), nella quale viene esposto dal fagotto un tema sconsolato, subito ripreso con grande agitazione dagli archi in un episodio (Allegro ma non troppo) che conduce ad una tenerissima, espansiva melodia intonata dagli archi e diventata tra le più memorabili di Ciajkovsij. Lo sviluppo è accesamente drammatico, sostenuto da un ritmo balzante che precede altre apparizioni del tema cantabile; il clima di agitazione assume poi accenti di rude e delirante violenza espressiva e, raggiunto un suo apice, si smorza rapidamente per cedere all’ineffabile melodia dominante, che sfuma in una breve coda che conclude, morendo, il primo tempo. Il secondo movimento, Allegro con grazia, ha una vaghezza ambigua e melanconica. Il successivo Allegro molto vivace è, all’opposto, una pagina gioiosa, brillantemente orchestrata, dall’andamento di marcia, che assume alla fine toni trionfali. La sinfonia termina con un movimento lento (Adagio lamentoso), pervaso da un sentimento di sconsolato pessimismo, quasi una dichiarazione d’impotenza e di calma rassegnazione, e conclude l’opera con le stesse scure, mormoranti sonorità ascoltate nell’introduzione.
Nella seconda parte del concerto viene eseguita l’ultima e più famosa Sinfonia di Dvorak, composta a New York dove si era trasferito, la n.5 “Dal Nuovo Mondo”. Essa fu largamente ispirata dai canti negro-americani e dalle tradizioni popolari dei pellirossa, anche se le assunzioni di motivi presi dal canto popolare americano non sono mai, nella Sinfonia, dirette, ma fortemente mediate e filtrate attraverso la sensibilità europea. La stessa celebre melodia del corno inglese che si ascolta nel Largo e che viene considerata una ninna-nanna o un canto funebre pellerossa, è originale di Dvorak e potrebbe, per certi aspetti, avere origini boeme. La forma della Sinfonia è ciclica, ricorrendo il tema iniziale dell’Allegro molto più volte nel corso dell’intera Sinfonia. All’elegiaco Largo fa contrasto il vivace scherzo. Di esaltante imponenza è l’Allegro con fuoco finale, che contiene il tema più memorabile della sinfonia, lungamente sviluppato insieme agli spunti dei temi principali apparsi durante l’intera composizione.